La Volkswagen ha in programma di tagliare migliaia di posti di lavoro all’interno degli suoi impianti produttivi in Germania. L’obiettivo, secondo quanto comunicato dalla stessa azienda tedesca, è liberare risorse da destinare ai programmi di investimento sulla mobilità del futuro: elettrificazione della gamma, motorizzazioni ibride, nuove tecnologie informatiche e sistemi per la guida autonoma.

Accordo con i sindacati. La Volkswagen, che in sei fabbriche tedesche impiega circa 120 mila persone, non ha fornito indicazioni precise sul numero dei lavoratori interessati, ma, stando a diverse indiscrezioni della stampa tedesca, la riorganizzazione dell’organico dovrebbe riguardare dai 3 mila ai 5 mila posti di lavoro. L’iniziativa è stata concordata con il consiglio di fabbrica sulla base dell’intesa raggiunta nel 2019 sul piano di efficientamento delle attività operative ed esclude il ricorso ai licenziamenti per privilegiare il turnover generazionale: il Patto per il futuro sottoscritto con i sindacati nel 2018 e modificato di recente non prevede esplicitamente qualsiasi forma di licenziamento fino al 2030. In sostanza l’azienda proporrà il prepensionamento ai lavoratori nati tra il 1956 e il 1960 e una forma di pensionamento parziale per le classi dal 1961 al 1964. Nel primo caso il costruttore prevede che siano al massimo 900 i dipendenti disponibili ad accettare la proposta, mentre la seconda opzione dovrebbe essere scelta da almeno un migliaio di operai. In ogni caso la riorganizzazione costerà centinaia di milioni di euro: si parla di oneri fino a mezzo miliardo di euro.

Le strategie. Inoltre, la direzione aziendale ha concordato con i rappresentanti dei lavoratori altre misure, tra cui l’aumento del budget per la formazione dei dipendenti da 40 a 200 milioni di euro. La Volkswagen ha anche prorogato lo stop alle assunzioni dalla fine del primo trimestre a tutto il 2021, fatta eccezione per quelle relative ad aree o settori con carenze di personale o competenze specifiche: progettazione e sviluppo di batterie, produzione di auto elettriche e digitalizzazione. La riorganizzazione non è legata alle conseguenze della pandemia del coronavirus, che per l’azienda di Wolfsburg sono state contenute con successo, ma rientra in una più ampia strategia di razionalizzazione ed efficientemente delle attività operative che prevede per i prossimi due anni un taglio dei costi totali del 5% e di quelli per forniture del 7%. Secondo il direttore delle risorse umane, Gunnar Kilian, la “continua e rigorosa gestione dei costi” consentirà ai dirigenti di “finanziare gli investimenti necessari per il futuro”.