Sfornare a raffica elettriche, ibride, ibride plug-in e persino auto a idrogeno per assecondare una domanda sempre più forte di vetture con emissioni contenute è qualcosa che pochi costruttori possono permettersi e la Toyota è certamente in testa al gruppo: l’ennesima conferma è la  Rav4 di quinta generazione con le batterie ricaricabili, una Suv – anzi, molti dicono la Suv per eccellenza, visto che è stata lei la fondatrice del segmento – con alcune caratteristiche che la rendono diversa dalle altre plug-in. Per esempio, cosa ne dite di un’ibrida che può fare da gruppo elettrogeno per tre giorni?

Scelta energica. L’approccio tecnico non è diverso da quanto già visto sulla Prius Phev, ma con alcune differenze non da poco: la batteria litio-ioni ha una capacità elevata per una plug-in, oltre 18 kWh netti, i quali garantiscono alla Rav4 un’autonomia in modalità Ev tra le più elevate della categoria: parliamo di una media di 75 km nel ciclo Wltp e di 100 km nelle condizioni più favorevoli, ossia in città. Insomma, dati molto interessanti, che non mancheremo di verificare in sede di Prova su strada. 

All’insegna della flessibilità. Numeri di questa portata, ovviamente, aumentano notevolmente la flessibilità d’uso di un’ibrida ricaricabile; la si può benissimo immaginare come un’auto che va in elettrico per tutta la settimana, nei brevi tragitti, per poi andare ben più lontano nei week end: sempre fra i dati dichiarati, si legge che con una ricarica completa della batteria e un pieno di benzina (il serbatoio è da 55 litri) si possono percorrere fino a 1.300 km. La media del test al computer di bordo è stata di 20 kWh/100 km in elettrico e attorno ai 18 km/l su una strada statale, con traffico.

Ricaricabile alla massima potenza. il powertrain ricaricabile ha portato con sè anche un sensibile aumento di potenza disponibile, che nel complesso arriva a 306 CV, ben 84 in più rispetto alla Rav4 full hybrid; una scelta in parte necessaria, visto il maggior peso, ma che ha dato anche parecchio smalto alle prestazioni, consentendo alla Suv di coprire lo 0-100 km/h in sei secondi netti. Se si sceglie di viaggiare in elettrico c’è una ragionevole limitazione delle prestazioni, ma che permette comunque di viaggiare a una velocità massima di 135 km/h e lascia liberi di approfittare delle eccellenti capacità di ripresa date dal sistema ibrido, composto dal 2.5 endotermico a ciclo Atkinson e dal doppio motore sincrono a corrente alternata (anzi, per dirla tutta le unità elettriche sono tre, ma una serve solo come starter/generatore).

Si viaggia in silenzo. Una qualità che si nota immediatamente della Rav4 Phev è la capacità di risolvere in modo quasi totale la questione della rumorosità del motore in accelerazione: un effetto legato alle caratteristiche della trasmissione e-Cvt che era già stato attenuato parecchio, ma mai definitivamente eliminato. Qui l’apporto elettrico alla coppia motrice è molto più alto rispetto a un’ibrida tradizionale e quindi, anche quando si affonda tutto il pedale del gas, il quattro cilindri non è chiamato a raggiungere regimi troppo alti. Si sente solo un lieve tremolio accompagnato da una voce bassa, profonda, ben filtrata e niente affatto sgradevole.

Superdotate. C’è un prezzo da pagare, ovviamente, per avere la batteria, la trazione integrale e tutto il ben di dio offerti sia dalla versione base (Dynamic+, da 55.000 euro) e la top di gamma (Style+, da 60.000 euro). Numeri alla mano, la Rav4 plug-in costa circa 8.000 euro in più della variante full hybrid. Non pochi, ma tra incentivi e sconti si possono risparmiare 10.000 euro sulla prima e addirittura 11.000 sulla seconda. In concessionaria , la vettura si potrà vedere a partire dal 2 aprile.   

Non solo in movimento. Una curiosità cui ho accennato all’inizio è la disponibilità, nel mercato giapponese e in quello Usa (improbabile l’Europa, ma non si sa mai) di una speciale presa Mennekes che permette di usare l’energia della batteria anche all’esterno della vettura, per alimentare apparecchiature fino a 1,5 kW a 110 V come, per esempio, un fornello o delle luci. Insomma, un gruppo elettrogeno a tutti gli effetti che può anche ricaricare la batteria per tre giorni grazie all’ausilio del motore a combustione. I campeggiatori e i catastrofisti sono avvisati. 

Test dell’alce. Infine, i più informati ricorderanno che lo scorso dicembre la Rav4 Phev è stata sottoposta al test dell’alce da una rivista svedese (sembra di essere tornati al 1997, ai tempi della Mercedes Classe A) e di aver deluso per la velocità di percorrenza, inferiore alle aspettative. La Casa ha replicato il test e ha provveduto ad aggiornare il software dell’Esp e del controllo di trazione, eliminando il difetto; le versioni già vendute e quelle in arrivo hanno già le centraline aggiornate.