La Toyota conferma il suo approccio multi-tecnologico per raggiungere entro il 2050 la cosiddetta carbon neutrality e affrontare la sfida della transizione energetica. La Casa nipponica, nonostante le critiche mosse al suo presidente Akio Toyoda per alcune prese di posizione sulla mobilità elettrica, punta su più tecnologie (batterie, ibrido e idrogeno) perché il suo obiettivo è garantire che “nessun cliente venga lasciato indietro.

Approccio inclusivo. La Toyota è pienamente impegnata sull’obiettivo di raggiungere la carbon neutrality a livello globale entro il 2050 e pertanto continuerà a investire in molteplici tecnologie e soluzioni innovative a basse emissioni per garantire di soddisfare le esigenze dei nostri clienti in ogni Paese e regione, ha puntualizzato il direttore operativo James Kuffner, nel corso di una conferenza stampa successiva alla pubblicazione dei risultati di bilancio. La Toyota ha più volte sottolineato l’obiettivo di garantire la carbon neutrality (ossia zero emissioni di anidride carbonica in tutte le fasi delle attività aziendali) “per tutti, non solo per determinati gruppi o regioni lanciando così un messaggio a chi ritiene che la lotta ai cambiamenti climatici passi dal privilegiare una sola tecnologia come l’elettrico puro che rischia di rimanere per anni un fenomeno di nicchia a causa dei prezzi elevati e della scarsità delle infrastrutture di ricarica. Non a caso la General Motors ha fatto un parziale passo indietro sull’addio alle endotermiche per la necessità di tener conto degli sviluppi dei vari mercati e non sono pochi i manager del settore a ritenere che l’elettrico non sia ancora una tecnologia adatta per determinate fasce di mercato o per alcuni Paesi, in particolare emergenti o in via di sviluppo. “Alcune persone – spiega la Casa giapponese – credono che concentrando le risorse, solo una soluzione raggiungerà l’obiettivo della neutralità più velocemente. Tuttavia, la Toyota ritiene che investire con attenzione in più tecnologie sia un modo più rapido e inclusivo per raggiungere la neutralità in tutto il mondo”.

L’elettrificazione. La Casa nipponica risponde anche alle critiche su un suo ritardo nel campo della mobilità elettrica facendo una sintesi dei risultati finora raggiunti attraverso gli investimenti continui in prodotti a basse emissioni, a partire dalla tecnologia dell’ibrido comparsa per la prima volta su una Prius del 1997. “La creazione di soluzioni elettrificate a basse emissioni per le masse fa parte del Dna della Toyota, sottolineano i giapponesi ricordando di aver venduto complessivamente oltre 17 milioni di veicoli elettrificati in tutto il mondo, di cui quasi 2 milioni solo nel 2020. Attualmente la gamma comprende 55 veicoli ibridi, elettrici o a idrogeno, ma l’obiettivo è arrivare nel 2025 a 70 modelli, di cui 15 a batteria. Inoltre, la Toyota punta a vendere per il 2030 8 milioni di elettrificate, di cui 2 milioni a batteria. Dunque, l’80% circa dei volumi globali annuali dovrà essere rappresentato da mezzi ibridi, a batteria o fuel cell, ma tale percentuale sale al 95% per il Giappone e al 100% per la Cina e scende al 70% per il Nord America. Per l’Europa, l’obiettivo è offrire 55 modelli elettrificati (ameno 10 Ev) per arrivare al 90% di vendite elettrificate nel 2025 (su un totale di 1,5 milioni di unità commercializzate) e al 100% nel 2030.

Batterie e fuel cell. “Per garantire che questi prodotti siano i più accessibili ed efficienti possibili, la Toyota continuerà a fare investimenti significativi in nuove tecnologie per le batterie, come lo stato solido, in motori elettrici sempre più efficienti e nel miglioramento dell’elettronica di potenza, prosegue la Casa giapponese aggiungendo che continuerà a investire “fortemente” nella sua tecnologia delle celle a combustibile di idrogeno nella convinzione che possa contribuire a “ripulire” l’intero ecosistema dei trasporti del mondo e alla luce del “crescente interesse” dimostrato da un ampio gruppo di settori e mercati. 

Le endotermiche. Di un addio alle endotermiche non si fa alcuna menzione e non solo per la necessità di continuare a investire sulla loro “ibridazione”. La Toyota sottolinea come attualmente circolino sulle strade di tutto il mondo più di 1,4 miliardi di veicoli e la maggior parte abbia motori a combustione interna. Per questo motivo il costruttore sta testando carburanti alternativi, come l’idrogeno o i biodiesel, per ridurre ulteriormente le emissioni. Il loro utilizzo, in caso di esito positivo delle sperimentazioni, consentirebbe non solo di utilizzare le attuali infrastrutture di rifornimento, ma anche di aggiornare tutti i veicoli, anche quelli già in circolazione, per ridurne l’impatto inquinante. Detto questo, i giapponesi lanciano un ultimo messaggio: “Riteniamo che sia meglio mantenere un quadro normativo aperto verso la neutralità del carbonio e non limitare troppo presto le possibili soluzioni tecnologiche. Ciò consentirà alle aziende e alle società di collaborare con tutte le tecnologie disponibili per ottenere i risultati migliori e più rapidi verso la carbon neutrality, utilizzando qualsiasi soluzione e infrastruttura che meglio si adatta alle loro esigenze locali. Nessun Paese o azienda può raggiungere da solo l’obiettivo della carbon neutrality. Tutte le industrie devono collaborare per sviluppare nuove tecnologie e infrastrutture con scienziati e università, nonché con i governi locali e nazionali”. L’obiettivo ultimo è garantire che “nessuno rimanga indietro”. In sostanza, sembra di rileggere una celebre frase di Henry Ford: “C’è vero progresso solo quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti”.