La Tesla ha temporaneamente fermato una delle linee di produzione della Model 3 nella fabbrica di Fremont, in California. Secondo delle  indiscrezioni, lo stop è iniziato il 22 febbraio e dovrebbe durare due settimane, fino al 7 marzo prossimo. I motivi dietro a questa decisione non sarebbero noti nemmeno ai dipendenti, ma la spiegazione più logica è la carenza di chip che ormai da tempo affligge tutti i settori industriali, specialmente quello automotive.

Una crisi che colpisce tutti. La Tesla si aggiunge alla lunga lista di costruttori che stanno affrontando il medesimo problema: basta pensare ai continui aggiustamenti alla produzione di ToyotaNissanHondaMazda e dei marchi di Stellantis, oppure alla Ford e alla General Motors, che sono state costrette a ridurre i volumi produttivi in alcuni dei loro stabilimenti, arrivando a dover parcheggiare nei piazzali i veicoli parzialmente assemblati, in attesa di poter montare le componenti elettroniche. La crisi dei chip, che secondo alcuni esperti durerà a lungo, è talmente impattante che gli Stati Uniti e l’Unione Europea hanno iniziato a valutare iniziative per ridurrne gli effetti: in particolare, il presidente Biden ha annunciato l’intenzione di chiedere al Congresso l’autorizzazione per un maxi-finanziamento da 37 miliardi di dollari per rafforzare la capacità produttiva di processori sul territorio nazionale.