Non molti lo sanno, ma la Tesla può contare, in Europa, su una piccola attività produttiva. Si tratta dell’impianto di Tilburg, in Olanda. Pur non essendo una Gigafactory come quelle di Fremont o Shanghai, ha tuttavia una sua rilevanza per la presenza della Casa californiana nel Vecchio continente: in sostanza, serve a completare l’assemblaggio dei veicoli destinati al mercato europeo. Il suo destino è passato sotto traccia perché tutte le attenzioni si sono concentrate sulla realizzazione del complesso di Grünheide, alle porte di Berlino, ma è abbastanza certo che il futuro dello stabilimento olandese sia ormai segnato: stando ad alcune indiscrezioni della stampa locale, infatti, l’assemblaggio di Tilburg si fermerà “molto presto”, anche se ciò non sarà sinonimo di chiusura totale.

Non solo assemblaggio. A Tilburg, infatti, non c’è solo la struttura di 78 mila metri quadrati dove le Model S e X, in arrivo da Fremont, sono oggetto delle ultime fasi dell’assemblaggio. L’impianto dispone anche di una pista prove per dei test di qualità propedeutici alla consegna dei veicoli, un’officina di verniciatura, un magazzino ricambi e un polo per la rigenerazione di componenti usate o vecchie. Nel complesso lavorano 540 persone, di cui 96 rischiano di perdere il posto. Secondo loro, la Tesla intende cercare una ricollocamento al suo interno e, in ogni caso, in attività in fase di espansione. La chiusura dell’assemblaggio non è comunque collegata solo all’apertura, ormai prossima, della Gigafactory tedesca: le Model S e X hanno ricevuto a fine gennaio un aggiornamento tecnologico che obbliga a concentrare tutte le fasi produttive in California e, pertanto, rende ormai inutili le attività assicurate dai lavoratori di Tilburg.