La Tesla continua ad affidarsi a fornitori italiani per migliorare i suoi processi manifatturieri. Stando ad alcuni documenti presentati alle autorità di Fremont (California), la Casa statunitense ha deciso di affidarsi alla Comau (gruppo Stellantis) per installare nel suo principale impianto produttivo i macchinari per l’automazione industriale necessari a rendere le attività produttive più rapide ed efficienti.

Le altre forniture. Per lo stabilimento californiano, l’unico a produrre l’intera gamma della Tesla, l’impresa piemontese realizzerà dei macchinari appositamente progettati per veicoli elettrici, destinati a una nuova struttura altamente automatizzata. Non è la prima volta che la Comau fornisce le sue soluzioni agli americani: all’interno della “gigafactory” di Shanghai, per esempio, sono già presenti suoi macchinari e dispositivi, così come quelli di altri fornitori italiani. Un esempio sono le mega-presse per lo stampaggio di componenti di alluminio o acciaio, realizzate dalla bresciana Idra: questi macchinari, installati nell’impianto californiano e in quello cinese, sono stati denominati “Gigapress”, a causa delle dimensioni senza precedenti in campo automobilistico (lunghe quasi 20 metri e alte più di cinque, arrivano a pesare oltre 400 tonnellate l’una). Per la Comau, dunque, si va consolidando un rapporto che, tra l’altro, vede la Tesla e la capogruppo Stellantis legate (al momento) da accordi per il “pooling” delle flotte in Europa e per l’acquisto di crediti ambientali negli Stati Uniti. I legami europei, però, sono destinati a una rapida e anticipata risoluzione, visto quanto affermato di recente dall’amministratore delegato Carlos Tavares: “Con la tecnologia elettrica che la PSA ha portato a Stellantis, già quest’anno soddisferemo autonomamente le normative sulle emissioni di anidride carbonica”, ha spiegato il manager portoghese. “Pertanto, non avremo bisogno di acquistate crediti e la FCA non dovrà più collaborare con la Tesla o chiunque altro”.

Le attività di Comau. Al contrario, con la Comau i rapporti potrebbero anche rafforzarsi, soprattutto alla luce dei progetti di espansione della rete produttiva avviati dalla Casa guidata da Elon Musk, come la costruzione dei nuovi stabilimenti in Texas e in Germania. L’azienda torinese, inoltre, in futuro sarà sempre più indipendente da Stellantis. La società di Grugliasco, alle porte di Torino, è controllata dal costruttore euro-americano nato neanche cinque mesi fa, ma è destinata a uscire dal suo perimetro operativo, come già avvenuto con la francese Faurecia: sarà scorporata e quotata in Borsa, in virtù di quanto stabilito negli accordi di fusione tra la Fiat Chrysler e la PSA. In vista dello sbarco in Borsa, l’azienda ha avviato una serie di iniziative per diversificare la clientela, anche in settori quali le energie rinnovabili e l’industria manifatturiera: per esempio, è stato firmato un accordo di collaborazione tecnologica con la Tim per accelerare l’adozione di soluzioni “Internet of Things” per i macchinari industriali ed è stata avviata una partnership con la statunitense Rockwell Automation per semplificare l’integrazione dei robot nelle aziende manifatturiere. Inoltre, la Comau sta aumentando la sua esposizione al campo delle batterie, lanciando tecnologie e sistemi di produzione appositi. Non a caso è tra i partner della Italvolt nel progetto per la realizzazione di una “gigafactory” alle porte di Ivrea.