Dalla Cina arrivano nuovi dettagli sulla Tesla compatta che dovrebbe debuttare sul mercato con un prezzo attorno ai 25 mila euro. In un’intervista all’agenzia di stampa statale Xinhua, il presidente della filiale cinese della Casa di Palo Alto, Tom Zhu, ha fornito diversi dettagli sulla Gigafactory di Shanghai, dove verrà progettata e costruita la più piccola delle elettriche californiane, che in molti hanno ribattezzato con il nome di Model 2.

Con la ID.3 nel mirino. La sorella minore della Model 3 sarà interamente sviluppata nel Paese asiatico con ambizioni globali: dopo il lancio sul mercato locale, infatti, la cinque porte arriverà anche nei principali mercati di tutto il mondo, Italia compresa. L’Europa, dopo la Cina, sarà uno dei mercati chiave per la compatta elettrica che dovrebbe andare a posizionarsi nel segmento C, fronteggiando rivali come la Volkswagen ID.3. I collaudi della nuova cinque porte dovrebbero iniziare nei prossimi mesi, forse già in estate: alcune indiscrezioni parlano di un’auto con carrozzeria due volumi basata sulla piattaforma della Model 3, ma altre fonti sostengono che la piccola verrà realizzata partendo da un foglio bianco, con soluzioni tecniche meno raffinate e con componenti prodotte da aziende locali. Per vedere la piccola elettrica nelle concessionarie cinesi non servirà aspettare a lungo: già nel 2022 la Casa potrebbe aprire gli ordini, con listini che dovrebbero aggirarsi tra i 160 e i 200 mila renminbi, una forbice di prezzo che vedrebbe la vettura oscillare tra i 20.550 e i 25.685 euro. Quando la compatta arriverà in Europa, tuttavia, questi valori cresceranno per via dei costi di importazioni e della differente tassazione.

La prima auto nata fuori dagli Usa. Oltre che per i volumi che un modello del genere potrebbe garantire, la hatchback a zero emissioni avrà il compito di scrivere una nuova pagina della storia del costruttore di Palo Alto: sarà infatti la prima vettura a essere progettata al di fuori dei confini americani. Per questo motivo la Casa ha già da tempo avviato la costruzione del suo primo centro di ricerca e sviluppo cinese, nella fabbrica di Shanghai, che si occuperà del design, dell’ingegnerizzazione, dello sviluppo e del collaudo dei futuri modelli del costruttore. Gli obiettivi del nuovo reparto R&D sono molto chiari nei piani della Tesla, come confermato da Tom Zhu: “Ce la metteremo tutta per facilitare il lavoro dei nostri ingegneri del reparto ricerca e sviluppo. L’obiettivo finale è stato menzionato in molte occasioni: in futuro, vogliamo progettare, sviluppare e produrre un modello inedito in Cina, fabbricato qui e venduto in tutto il mondo. Questo centro di ricerca e sviluppo è il punto di partenza per raggiungere questo obiettivo”.

Continua la crescita in Cina. L’espansione delle Tesla in Cina porterà la Gigafactory di Shanghai ad ampliarsi ulteriormente: nel 2020 l’impianto ha raggiunto una capacità di 250 mila vetture l’anno, con il 100% della componentistica proveniente da fornitori locali, ma già quest’anno la Casa punta ad aggiornare le linee d’assemblaggio per arrivare a costruire fino a 450 mila vetture ogni 12 mesi. Solo a gennaio il marchio di Elon Musk ha consegnato ai clienti cinesi 15.484 esemplari di Model 3 e Model Y assemblati nella fabbrica di Shanghai. Tuttavia, le notizie che arrivano dalla Cina non sono tutte positive: dei rappresentanti del governo hanno incontrato dei manager di Palo Alto per parlare di problemi alla sicurezza riscontrati da alcuni clienti, che spaziano dal fallimento degli aggiornamenti over-the-air a incendi generati dal pacco batterie. “Rispetteremo rigorosamente le leggi e i regolamenti cinesi e i diritti dei consumatori” ha comunicato un portavoce del costruttore al termine dell’incontro con i funzionari cinesi, sottolineando come la Casa intenda investigare sui problemi segnalati per far sì che non si ripresentino in futuro.