Oggi il navigatore non serve soltanto per arrivare a destinazione. Su alcune ibride con la spina, infatti, il sistema aiuta ad affinare i consumi di benzina e corrente, scegliendo dove è meglio impiegare il motore termico, quello elettrico o entrambi. E con ottimi risultati. Lo dimostra il test su Quattroruote di marzo, in cui riproduciamo il percorso di un pendolare tra Pavia e Milano a bordo di un’Audi A3 Sportback 40 TFSI e e di una Mercedes-Benz A 250 e.

Prima con e poi senza. Nella nostra prova abbiamo completato due giri, uno con la navigazione smart attiva e l’altro senza. Nel primo caso, le due ibride plug-in hanno sfruttato subito gran parte della carica della batteria per marciare in elettrico, anche in autostrada. Utilizzando la cartografia, invece, entrambe hanno viaggiato in autostrada in modalità ibrida e, in città, soltanto a corrente, arrivando a destinazione con sette chilometri di autonomia elettrica nel caso dell’Audi e tre in quello della Mercedes. Il risultato è una maggiore efficienza. I consumo, sia di energia elettrica sia di benzina, è diminuito e così la spesa: grazie alla navigazione “smart” nel nostro percorso siamo arrivati a risparmiare fino al 12%. Come detto la prova completa, con tutti i risultati, è su Quattroruote di marzo.