Il gruppo Stellantis non è in ritardo sulla strada dell’elettrificazione. Anzi, già oggi “sta andando a tutto gas”. Lo ha detto l’amministratore delegato Carlos Tavares nel corso della conference call sui risultati annuali di FCA e PSA. In particolare, il manager lusitano ha risposto alla domanda di un analista che ha chiesto esplicitamente quale fosse l’attuale posizionamento del costruttore nel campo delle auto elettriche, alla luce dei timori del mercato su un ritardo di sviluppo rispetto alla concorrenza. Timori rafforzati dalla mancanza di indicazioni precise su un futuro “elettrificato” dopo gli ultimi annunci di diverse Case su un ormai prossimo addio alle motorizzazioni endotermiche: è il caso della General Motors, della divisione europea della Ford, della Jaguar, della Bentley e della Volvo.

Addio anche all’ibrido. Tavares ha cercato innanzitutto di spiegare una tesi che sarà probabilmente elaborata ancor più nel dettaglio dal primo piano industriale del nuovo gruppo, previsto tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022. L’assunto base è rappresentato da un contesto operativo sempre più interessato dai divieti alla vendita delle endotermiche. “Riteniamo che il mix di vendite all’interno del mondo dei veicoli elettrificati si muoverà molto rapidamente verso le auto a batteria, il che significa che crediamo che le società e i mercati in cui operiamo tenderanno a bandire i motori endotermici”, ha detto Tavares. “Questo è il motivo per cui abbiamo creato la piattaforma eVMP. Questo è il motivo per cui ora stiamo lavorando a una forte evoluzione dell’attuale Cmp per soddisfare le aspettative dei clienti, ovvero autonomia e convenienza”. L’ad ha quindi riassunto i risultati già raggiunti su alcuni modelli a batteria, come l’autonomia superiore ai 600 chilometri, e sottolineato il focus delle attività progettuali sul rapporto di efficienza dei propulsori e sull’aerodinamica dei prodotti.

Le aspettative. In sostanza, siamo lavorando per assicurarci che, in termini di autonomia e convenienza, soddisferemo le aspettative dei nostri clienti. Di questo non sono preoccupato: ce la faremo, ha spiegato ancora il dirigente lusitano, sottolineando un ulteriore aspetto: Nei prossimi tre o quattro anni la battaglia sarà sulla capacità di rimuovere il fattore ansia sul fronte dell’autonomia. “Quindi, in poche parole, il messaggio che vorrei trasmettervi è che siamo a tutto gas con le auto a batteria, ha proseguito. “Non stiamo pensando di avere ancora ibride plug-in o ibride leggere: crediamo spariranno perché ci sarà un divieto alle endotermiche. A quale velocità spariranno in tutte le regioni? Non lo so. Ma per le regioni che stanno aprendo la strada alla mobilità a emissioni zero, ci concentriamo sulle auto a batteria pure. In ogni caso, per ora è stato confermato per il 2021 il lancio di dieci modelli elettrificati (ibridi plug-in e a batteria), il debutto di un furgone Fuel Cell e l’arrivo di varianti a batteria per ogni segmento del mercato dei veicoli commerciali leggeri nel Vecchio continente. Entro il 2025 le varianti elettrificate copriranno il 100% della gamma in Europa e negli Stati Uniti. Stellantis ha anche ribadito il rispetto dei limiti sulle emissioni sin dal primo giorno di vita e la roadmap per arrivare al 2025 senza alcun problema normativo.   

Al via lo scorporo di Faurecia. Intanto, in attesa di maggiori dettagli sul futuro del nuovo gruppo, è stata avviata una delle operazioni inserite nell’accordo di fusione tra la Fiat Chrysler Automobiles e la PSA e in particolare tra le modifiche operate a settembre per tener conto delle conseguenze della pandemia del coronavirus: lo scorporo della società di componentistica Faurecia. Agli azionisti saranno distribuite 54.297.006 azioni ordinarie, pari al 39% del capitale, e un dividendo di 308 milioni di euro frutto della vendita a ottobre del 7%. La distribuzione, prevista per il 16 marzo per la cedola e per il 22 marzo per i titoli, è subordinata al via libera definitivo dell’assemblea straordinaria dell’8 marzo.