Stellantis conta di riuscire a rispettare i requisiti sulle emissioni di CO2 fissati dall’Europa per il 2021 senza fare affidamento sui crediti ambientali garantiti dalla Tesla in base all’accordo sottoscritto nel 2019 da FCA. “Con la tecnologia elettrica che PSA ha portato nel gruppo”, ha affermato l’amministratore delegato Carlos Tavares in un’intervista al settimanale francese Le Point, “soddisferemo autonomamente le normative sulle emissioni di anidride carbonica già da quest’anno”. “Pertanto”, ha continuato il manager portoghese, “non avremo bisogno di ricorrere ai crediti europei e FCA non dovrà più collaborare con la Tesla o con chiunque altro”.

Il pooling. L’accordo tra FCA e la Casa californiana, quindi, potrebbe dunque essere destinato a una fine anticipata rispetto alla durata originaria. Due anni fa, l’ex amministratore delegato del costruttore italo-statunitense, Mike Manley, parlò di un’intesa pluriennale: “Andrà avanti per gli anni a venire: confermo che l’accordo è su più anni”. Le due aziende non hanno mai fornito indicazioni sui termini finanziari dell’intesa, ma dai bilanci della Fiat Chrysler è emerso un esborso complessivo di 2 miliardi di euro, relativo al triennio 2019-2021, per acquisire i crediti ambientali della Tesla negli Stati Uniti e per includere l’azienda di Elon Musk nel meccanismo del pooling espressamente voluto dalle autorità europee per agevolare i costruttori nelle prima fase di applicazione dei nuovi limiti alle emissioni.  

Il business dei certificati. La Tesla vende crediti ambientali non solo a FCA, ma anche ad altre realtà di svariati settori industriali: per la società di Palo Alto si tratta di un business estremamente redditizi,o visto che ha fornito una spinta decisiva per chiudere in utile le ultime sette trimestrali e, nel 2020, il primo bilancio annuale. L’anno scorso, la vendita dei crediti ha consentito ai californiani di incassare circa 1,6 miliardi, quasi il triplo rispetto ai 594 milioni del 2019. Inoltre, nel primo trimestre di quest’anno, nonostante le attese di un calo, l’apporto dei crediti è di nuovo aumentato, salendo a 518 milioni dai 401 milioni del quarto trimestre del 2020.

Stop all’accordo. Ora, alla luce delle dichiarazioni di Tavares, la Tesla rischia di perdere un importante “cliente” per i propri certificati verdi: secondo quanto riportato dalla Reuters, Stellantis sta discutendo con l’azienda di Palo Alto le implicazioni finanziarie della decisione di interrompere l’intesa. “Come risultato della combinazione tra PSA e FCA, Stellantis sarà in grado di raggiungere gli obiettivi di CO2 in Europa per il 2021 senza accordi di pooling aperti ad altre case automobilistiche”, hanno aggiunto dalla sede del nuovo gruppo, facendo riferimento all’adesione della Honda al “pool” formato da FCA e Tesla.