Come la Fiat e la Peugeot, La Chrysler è uno dei tre pilastri su cui si fonda Stellantis. A pronunciare queste parole di fronte ai media americani è stato Carlos Tavares, timoniere del nuovo gigante automobilistico nato dalla fusione tra FCA e PSA. Il manager francese ha così rassicurato tutti quelli che, in seguito al connubio tra francesi e angloamericani, pronosticavano un futuro incerto per lo storico marchio a stelle e strisce.

Ceo cercasi. Beninteso, ci sono delle questioni da sistemare e Tavares non ne fa mistero. La Chrysler al momento l’unico casato del gruppo a non avere un reggente nominato, giacché le redini sono state temporaneamente affidate a Tim Kuniskis, capo della Dodge deve ancora trovare un suo indirizzo specifico e un ceo capace di rispolverarne il blasone. Tuttavia, per Tavares ciò non rappresenta un peso, bensì un’opportunità di rilancio, secondo quanto riportato da The Detroit News: “Abbiamo l’occasione di far rimbalzare’ il marchio”, ha detto il manager portoghese, ricordando come la Chrysler sia stata, in passato, espressione della migliore tecnologia americana. E proprio la tecnologia potrebbe rappresentare una chiave di ripartenza, in un futuro in cui ciascun marchio del gruppo Stellantis avrà una propria, precisa roadmap verso l’elettrificazione.

“Vogliamo darle un futuro”. In ogni caso, il quadro della Chrysler non è ancora del tutto delineato e probabilmente indicazioni più precise arriveranno solo nei prossimi mesi, quando Stellantis presenterà un piano strategico di più ampio respiro. Resta ferma, comunque, la volontà del neonato gruppo di non disperdere la tradizione ereditata dalla Casa di Auburn Hills, nonostante le sue vendite siano crollate negli ultimi anni: “Siamo desiderosi, e sono desideroso, di dare un futuro a questo marchio”, ha detto Tavares.

Il ritorno di Peugeot non è una priorità. Durante il confronto con la stampa americana il numero uno di Stellantis ha poi affrontato un altro argomento caldo che riguarda il suo gruppo automobilistico e gli States: il possibile ritorno sul mercato locale della Peugeot, annunciato da PSA nel 2016 e poi “congelato” con le recenti evoluzioni che hanno riguardato il costruttore francese, non ultima la fusione con FCA. “Per il momento non è una priorità” ha detto Tavares liquidando la questione e aggiungendo, come riportato dal sito Car and Driver, che per ora si preferisce “incanalare i talenti, i capitali e le capacità ingegneristiche di Stellantis verso i marchi esistenti (sul mercato, ndr)” al fine di “migliorare ciò che va migliorato e accelerare là dove c’è bisogno di accelerare”, perché il gruppo “ha già una forte presenza” negli Stati Uniti. Tradotto, Stellantis cercherà di aumentare le quote di mercato americano di Jeep, Dodge, Ram e Chrysler, prima di ampliare ulteriormente propria presenza con il ritorno del Leone.