Il gruppo Stellantis ha fornito ai sindacati una serie di rassicurazioni sul futuro degli impianti produttivi italiani, ma non è riuscita a convincere del tutto i rappresentanti dei lavoratori. “La Direzione aziendale – hanno affermato Fim, Fiom, Uilm, Fismic, UglM e AqcfR in un comunicato congiunto diffuso al termine di un incontro a Torino – ci ha ribadito che è in corso la realizzazione del piano industriale presentato due anni fa e ha manifestato la volontà di condividere il nuovo piano man mano che prenderà forma. Ha inoltre affermato di non avere intenzione di ridurre la capacità produttiva in tutto il Paese e a Melfi, ma immagina azioni finalizzate a fronteggiare il forte calo della domanda di mercato. Tuttavia, non ha fugato tutti i nostri dubbi e timori, che approfondiremo nei prossimi confronti a livello sia locale, sia nazionale”.

I timori. L’incontro era stato chiesto appositamente dai sindacati per avere risposte in merito al futuro della rete produttiva. Nelle ultime settimane i rappresentanti dei lavoratori hanno più volte espresso preoccupazione per alcune iniziative del gruppo volte a ridurre i maggiori costi produttivi messi in luce dall’amministratore delegato Carlos Tavares in alcune sue visite alle fabbriche del gruppo. I timori dei sindacalisti sono stati esacerbati anche dal continuo ricorso alla cassa integrazione, dal mancato avvio dei turni, dai primi tagli ad alcuni servizi, dall’ipotesi di dismissione di una delle due catene di montaggio a Melfi e dal costante calo dei volumi. L’incontro è stato quindi il primo passo per avviare, come richiesto dalle sigle, un confronto con il management che “proseguirà nei prossimi mesi, a partire dalla fine di maggio.

Le richieste. “La richiesta sindacale – hanno precisato i sindacati – è stata, per tutte le realtà italiane e in particolare per Melfi, di cessare la gestione unilaterale a cui stiamo assistendo in queste settimane, di scongiurare il ridimensionamento delle capacità produttive od operazioni che producano impatti occupazionali inaccettabili anche nell’indotto. Piuttosto chiediamo un confronto sul piano industriale in vigore e sulle nuove strategie vista la situazione difficile di tutto il settore. Lo stesso confronto costante dovrà tenersi sui luoghi di lavoro, affinché i recuperi sui costi non abbiano impatti negativi sui lavoratori. I sindacati hanno inoltre chiesto all’azienda “un dialogo trasparente e costante negli stabilimenti e al Governo “di convocare un tavolo di settore capace di supportare l’industria automotive nelle profonde trasformazioni in atto per competere con le altre potenze industriali, che si stanno attrezzando per vincere la concorrenza internazionale e per garantire l’occupazione.

No a tagli occupazionali. I rappresentanti dei lavoratori hanno quindi messo in chiaro la loro contrarietà a qualsiasi taglio alla forza lavoro. “Abbiamo ribadito che ci opporremmo a ridimensionamenti strutturali della capacità produttiva e a processi di riorganizzazione che dovessero provocare licenziamenti o contraccolpi socialmente inaccettabili sul territorio, ha spiegato Gianluca Ficco, segretario nazionale della Uilm. “Crediamo che le azioni di recupero dei costi debbano essere oggetto di confronto in sede aziendale e che debbano essere perseguite con la riduzione degli sprechi e della complessità di prodotto e di processo, non certo arretrando sul piano delle condizioni di lavoro, a iniziare da salute e sicurezza”. “Noi – ha aggiunto Ferdinando Uliano della Fim – abbiamo ribadito con forza che la nostra priorità è la salvaguardia occupazionale degli stabilimenti italiani. Non accetteremo nessuna riduzione rispetto a questa cosa e verificheremo passo passo la coerenza di queste affermazioni negli incontri che verranno fatti a partire da maggio. Per noi, il piano industriale di FCA deve essere confermato in tutti i suoi aspetti perché questo può aiutare a saturare gli impianti, ma si dovrà poi proseguire nella costruzione del futuro piano industriale di Stellantis. “Su occupazione e stabilimenti siamo intransigenti. Sviluppo e salvaguardia occupazionale sono le nostre parole d’ordine. Queste sono le linee di indirizzo che devono caratterizzare qualsiasi scelta di recupero di efficienza e costi, ha concluso Uliano. Per Michele De Palma, segretario della Fiom, è importante che si sia aperta una discussione sul futuro di Stellantis e dell’automotive in Italia. Il problema che noi abbiamo è la totale assenza del governo da un confronto che noi riteniamo assolutamente necessario”. “Per la Fiom – aggiunge – non possono essere messe in discussione l’occupazione e la capacità installata degli impianti italiani. La nascita di Stellantis deve servire al pieno utilizzo della capacità di progettazione, ricerca, sviluppo e produzione di mobilità sostenibile.  necessario che anche il governo italiano decida che il settore automotive è strategico per l’industria del nostro Paese convocando il tavolo di settore per il futuro della mobilità e la salvaguardia dell’occupazione”.