Stellantis ha deciso di abbandonare progetto avviato anni fa da PSA per riportare il marchio Peugeot negli Stati Uniti dopo oltre 30 anni di assenza. Il nuovo gruppo automobilistico, secondo quanto rivelato da un portavoce del costruttore ad Automotive News, punta ora a concentrare tutte le proprie attenzioni sui brand già presenti sul mercato nordamericano.

Il piano originario. Il progetto per il ritorno del marchio del Leone negli Usa era stato lanciato nel 2016 dall’amministratore delegato dell’azienda transalpina, Carlos Tavares, nel quadro del piano industriale Push-to-pass. Da allora sono stati compiuti diversi i passi in avanti: dall’acquisizione del servizio di car-sharing TravelCar al debutto a Seattle, nel 2017, della piattaforma per la mobilità Free2move, dalla scelta di Atlanta quale sede della filiale nordamericana di PSA fino all’individuazione di una serie di Stati strategici per la costituzione di una rete commerciale. Inoltre, i francesi hanno cercato di sfruttare l’acquisizione della Opel e del suo centro di engineering per accelerare i processi di omologazione dei veicoli destinati agli Stati Uniti. L’intero progetto, però, è stato messo in discussione dalla fusione con la Fiat Chrysler sin dall’annuncio dell’accordo, risalente alla fine del 2019. La scorsa settimana, infine, sono emersi nuovi sviluppi sulla questione: Larry Dominique, numero uno di Psa Nord America dal 2017 e figura a suo tempo incaricata di riportare la Peugeot negli Usa, è stato nominato nuovo responsabile dell’Alfa Romeo per il mercato nordamericano. 

Un nuovo focus.  Il nuovo contesto di Stellantis e la sua a forte presenza sul mercato statunitense ci porta a concentrarci sui marchi esistenti, hanno affermato da Auburn Hills: “Per questo motivo Larry Dominique svilupperà il marchio Alfa Romeo negli Usa. Del resto, il nuovo gruppo ha proprio nel Nord America la sua area di riferimento per vendite e profitti: da anni, ormai, la crescente e continua propensione degli statunitensi all’acquisto di Suv e pick-up ha reso sempre più forti le vendite dei marchi Jeep e Ram e la Fiat Chrysler ne ha beneficiato con margini operativi ai massimi storici, superiori al 10%, come dimostrato anche nell’ultimo bilancio annuale. Negli Stati Uniti, segnali positivi sono arrivati anche dall’Alfa Romeo, con vendite in aumento dell’1,6% nel 2020 nonostante una domanda di mercato in contrazione e una gamma limitata alle sole Giulia e Stelvio.