A partire da oggi entrano in vigore in Spagna nuovi limiti di velocità in ambito urbano. In sostanza, non si potranno superare i 30 chilometri orari nella maggior parte della rete stradale delle città o di qualsiasi paese: secondo la Dirección General de Tráfico (Dgt), un dipartimento del Ministero degli Interni, la disposizione riguarda il 70/80% delle strade cittadine.

Ambiti di applicazione. In dettaglio, gli automobilisti spagnoli non potranno superare i 30 km/h nelle strade a una corsia per ogni senso di marcia. In tal caso non si tiene conto delle corsie riservate o a uso esclusivo di determinate categorie di veicoli. Pertanto, se una strada è a due corsie ma una di queste è riservata agli autobus, allora sarà applicato il nuovo limite. La disposizione, già anticipata da diverse grandi città come Bilbao o Barcellona, fa parte di un pacchetto di riforma del codice della strada approvato dal governo lo scorso autunno ed è accompagnato da ulteriori misure restrittive. Per esempio, laddove le strade non sono affiancate da marciapiedi, e quindi i pedoni utilizzano il piano stradale, il limite di velocità scende ulteriormente a 20 km/h. Nelle vie con due o più corsie per direzione di marcia il limite rimane di 50 km/h. 

Sanzioni. Le nuove disposizioni prevedono anche un aumento progressivo delle multe: nelle strade a 30 km/h, chi viaggia tra 31 e 50 km/h pagherà una sanzione di 100 euro, che sale a 300 euro (e due punti in meno sulla patente) per chi supera i 50, a 400 (e quattro punti) oltre i 61, a 500 (e sei punti) superati i 71 e a 600 euro in caso di velocità pari o superiore agli 81. Inoltre i Comuni potranno aumentare o abbassare i limiti, ma solo in via eccezionale e subordinatamente all’installazione dell’opportuna segnaletica, come già avvenuto in alcuni centri storici dove non si possono superare i 6 km/h. In ogni caso sulle strade urbane a scorrimento veloce rimarrà in vigore l’obbligo degli 80 km/h che Comuni e amministrazioni regionali possono aumentare fino al limite massimo dei 120 km/h vigente sulle autostrade e sulle superstrade extraurbane.

Troppi incidenti. Secondo la stampa spagnola, i nuovi limiti sono stati varati con l’obiettivo di ridurre il tasso di incidentalità, ancora particolarmente alto sulle strade urbane spagnole, e non per aumentare gli introiti dei Comuni. Anche per questo la riforma del codice ha registrato un’accoglienza favorevole trasversale. La Dgt, anche per giustificare i 30 km/h, ha ricordato come nelle zone a traffico limitato già attive il tasso di riduzione degli incidenti abbia superato il 40%. Non mancano ovviamente dei timori: alcune associazioni hanno lanciato l’allarme per gli inutili ingorghi che si verranno a creare, mentre altre hanno sollevato il tema dei cambiamenti urgenti da apportare alla segnaletica stradale. Sul fronte delle emissioni non ci sono ancora certezze: se da un lato i nuovi limiti potrebbero ridurre l’inquinamento acustico, dall’altro non ci sono ancora ricerche in grado di fornire risposte chiare sugli effetti su consumi ed emissioni di disposizioni con un ambito di applicazione così vasto. L’obbligo di tenere marce basse rischia comunque di far aumentare l’inquinamento, nonché creare problemi ad alcuni organi meccanici. Inoltre, a determinate velocità non è detto che alcuni dispositivi di trattamento delle emissioni, come il filtro anti-particolato, funzionino correttamente e pertanto non è da escludere un possibile aumento dello smog