La Skoda ha in programma di lanciare sette novità di prodotto nel 2021 tra nuovi modelli e aggiornamenti. In particolare, secondo quanto rivelato durante la tradizionale conferenza stampa dedicata al bilancio 2020, la Casa della Freccia alata introdurrà, oltre alla Enyaq iV, la variante coupé della Suv elettrica, la nuova generazione della Fabia e i restyling della Kodiaq e della Karoq. Inoltre, in Cina è previsto il lancio della Octavia Pro, tarata sulle esigenze della clientela locale, e in India quella della nuova compatta Kushaq

Gli ordini per l’Enyaq. I prossimi lanci seguono l’arrivo nelle concessionarie, alla fine del 2020, della nuova Octavia, disponibile anche nella versione Combi e negli allestimenti sportivi RS e RS iV. Sul finire dello scorso novembre è stata anche avviata la produzione a Mlada Boleslav della Enyaq iV, la prima elettrica della Skoda sviluppata sulla piattaforma Meb del gruppo Volkswagen, con la relativa raccolta di ordini che ha già superato la soglia delle 20 mila unità. L’azienda è già da tempo impegnata nell’elettrificazione della gamma: da oltre un anno è iniziato, nella storica fabbrica boema, l’assemblaggio di accumulatori destinati ai modelli della famiglia iV (Superb, Octavia e Octavia RS) e ad altri veicoli dei marchi Volkswagen, Audi e Seat. Pertanto, i vertici aziendali si sono detti favorevoli alla costruzione di una “gigafactory” per la produzione di batterie. 

Nuova capacità. L’anno scorso, di concerto con il gruppo di Wolfsburg, sono state prese anche altre decisioni strategiche, a partire dalla localizzazione della prossima generazione della Skoda Superb nello stabilimento del costruttore tedesco a Bratislava: sarà assemblata insieme alla Volkswagen Passat a partire dal 2023. In tal modo sarà liberata capacità produttiva per oltre 150 mila veicoli all’anno all’interno dello stabilimento di Kvasiny, dove saranno assemblate le Suv e l’erede della Fabia Combi, insieme alla Kodiaq. La Skoda ha anche ottenuto nuove responsabilità operative all’interno della galassia di Wolfsburg; dopo l’India, dovrà occuparsi, per conto del gruppo Volkswagen, anche della Russia e del Nord Africa. Non solo: la Casa boema sta valutando l’ingresso nel Sud-est asiatico e ha avviato un programma denominato Next Level Skoda che, tra le varie priorità, prevede l’espansione del portafoglio prodotti con varianti entry-level per ognuno dei modelli attualmente in gamma. 

Il 2020. La Skoda, che per i prossimi cinque anni intende investire circa 2,5 miliardi di euro in nuove tecnologie (1,4 miliardi per la mobilità elettrica, 650 milioni per la digitalizzazione e 350 milioni nelle strutture produttive), potrà fare affidamento sui risultati dell’anno scorso per continuare la sua campagna di espansione. Il 2020 è stato il settimo anno consecutivo con vendite oltre la soglia del milione di unità (1,005 milioni). L’impatto della pandemia del coronavirus sulle attività produttive e sui canali commerciali si è comunque fatto sentire, come dimostrato dal calo delle consegne del 19,1%, che ha determinato a sua volta una flessione dei ricavi del 13,8% a 17,08 miliardi. L’utile operativo è inoltre sceso del 54,5%, a 756 milioni, malgrado un taglio di costi fissi superiore ai 550 milioni. La Skoda, pur con flussi di cassa in contrazione da 1,246 miliardi a 213 milioni, ha comunque investito l’anno scorso 850 milioni di euro, il 35,8% in meno rispetto al 2019. Per il 2021 gli auspici sono di un ritorno alla crescita, anche se non mancano le incertezze legate agli sviluppi dell’emergenza sanitaria e alla carenza di semiconduttori. “Quest’anno sarà probabilmente un’altra grande sfida per noi”, ha affermato il direttore finanziario Klaus-Dieter Schuermann: “Ci aspettiamo comunque un miglioramento delle performance, con ricavi notevolmente superiori a quelli dello scorso anno”.