Le auto a metano sono diventate un po’ come le mosche bianche. Tra queste, ci sono i modelli del gruppo Volkswagen, che sta proseguendo nello sviluppo di questa alimentazione con i dovuti modi: omologazione monofuel per sfruttare i vantaggi fiscali e gli incentivi, bombole capienti e ottimizzazione della combustione, dei materiali e della sovralimentazione per l’impiego del gas naturale. L’ultima novità, in questo senso, è firmata Seat: si tratta della Leon TGI che abbiamo appena guidato e che si è dimostrata piacevole e scattante, oltre che parca nei consumi.

Si spende meno. La cinque porte spagnola conferma come le vetture alimentate a gas possano coniugare buone prestazioni con discreti vantaggi economici: viaggiando a metano, per fare 100 km si spende la metà (o in certi casi anche meno) rispetto a un’auto a benzina. Ovvio, è una questione di tassazione, ma anche di tecnica evoluta, in grado di ridurre il consumo. Facciamo un esempio: su un misto di strada statale, autostrada e un bel percorso collinare in Valpolicella con forti dislivelli, la Seat Leon TGI del mio test ha messo a segno una media di 4,2 kg di metano per 100 km, vale a dire 4,1 euro al prezzo medio del distributore. E vi assicuro che – dove possibile – ho spremuto a fondo i suoi 130 CV. Se avessi fatto lo stesso con un benzina di pari potenza non penso che sarei andato oltre i 13 km/litro, vale a dire 11-12 euro/100 km. Archiviato il fatto del minor costo, rimane la costante della maggior difficoltà di rifornimento, ma ne parliamo tra poco.

Poca benzina, tanto metano. La Leon è sempre lei: una hatchback dalla linea sportiva da 4,37 metri (c’è anche in versione Sportstourer da 4,67 metri) con un 1.5 turbocompresso a ciclo Miller da 130 CV e 200 Nm di coppia abbinato all’ottimo cambio Dsg a sette rapporti con paddle al volante, rapido e ben scalato. Il serbatoio della benzina è ridotto a nove litri per fare spazio a tre bombole di metano (in totale 17,3 kg, 15,6 euro per il pieno) di cui due sono di materiale composito e una d’acciaio (ai fini pratici sono uguali, ma cambiano le date delle revisioni periodiche), sistemate sotto il pianale senza intaccare la capacità del bagagliaio, che rimane attorno ai 300 litri (480 per la station wagon). Pur aggiungendo qualche chilo, la presenza dei serbatoi ha donato ulteriore equilibrio alla Leon, da sempre caratterizzata da una dinamica di guida di alto livello.

Leone bifronte. La Leon è un’auto con due volti distinti, bella da guidare in D senza insistere troppo con l’acceleratore e sfruttando la coppia, abbastanza certi di arrivare a fine giornata con una spesa irrisoria. Ma altrettanto interessante è la sua seconda natura, quando la si spinge sul filo dei 5.000 giri/min, un regime che il quattro cilindri raggiunge rapidamente: passando alla modalità S del cambio e giocando con le palette del volante si sfrutta la zona alta della curva di potenza – accompagnati da un bel rombo dal timbro alto – e il divertimento non manca. Lo sterzo è pronto a indirizzare le ruote davanti e il retrotreno segue con un lieve ritardo che limita il rollio e restituisce sicurezza. Comodità e grande adattabilità del posto guida restano due qualità invariate per la Leon, che passa al cockpit digitale riconfigurabile. Sul fronte prezzi, la TGI parte dai 20.400 euro per la versione Style, che diventano 21.950 per la Business e a 23.900 per la FR (attualmente la più gettonata).

La rete si allarga. Dopo il calo riscontrato nell’ultimo periodo, il metano potrebbe tornare alla ribalta come alternativa economica al diesel. Non a caso, il numero dei distributori sta aumentando: lo scorso anno erano quasi 1.600 in Italia e nel 2021 sono già cresciuti di 189 unità, con l’indubbio vantaggio dell’introduzione di due servizi molto richiesti dagli utenti, l’h24 e il self service. A dicembre dello scorso anno è stato inaugurato il primo impianto fai da te e altri ne seguiranno. Per poterli utilizzare è sufficiente registrarsi su un portale e guardare un video tutorial, anche sul cellulare.

Il metano è ecologico? Una parentesi sull’impatto ambientale: benché la combustione del metano dia luogo a emissioni nocive di circa il 25% inferiori rispetto alla benzina, si tratta pur sempre di combustione, che produce anidride carbonica e altri gas. La più ecologica delle Leon TGI ha un valore di omologazione compreso fra 102 e 112 g/km di emissioni di CO2. Ma, a differenza dei derivati dal petrolio, il metano può essere inserito in un ciclo produttivo circolare con la bio-generazione, per integrare o sostituire l’estrazione dai giacimenti di gas, cosa invece impossibile con la benzina, il gasolio e il Gpl.