Si è spenta Sabine Schmitz, celebre campionessa del motorsport. Classe 1969, la Regina del Nordschleife portava avanti da qualche anno la propria battaglia contro il cancro, che purtroppo ha avuto il sopravvento, dopo una vita dedicata alla propria passione per i motori.

Cresciuta al Ring. Figlia di albergatori, Sabine cresce all’ombra dell’Eifel nell’Hotel am Tiergarten del Nordschleife, il leggendario Anello Nord del Nürburgring. Proprio la vicinanza al famoso circuito favorisce il suo ingresso nel mondo dei motori, che nel 1996, con Johannes Scheid e Hans Widmann, la vede trionfare al volante della BMW M3 “Eifelblitz” alla 24 Ore del Nürburgring, diventando la prima donna a entrare nell’albo d’oro della kermesse, per poi ripetersi l’anno seguente. Nel 1998 si impone al VLN, il campionato di Endurance del Ring, anche in questo caso come primo volto femminile a conseguire questo risultato.

Il nuovo millennio. Negli anni 2000 la Schmitz corre con le livree della Porsche insieme al futuro marito, Klaus Abbelen, con il quale fonderà in seguito il team Frikadelli Racing. Non mancano un paio di partecipazioni al Mondiale Turismo come Wild Card, proprio al Nordschleife, dove peraltro matura un’esperienza di diversi anni come autista del BMW Ring Taxi.

Volto noto. L’apice della popolarità di questa campionessa, che lascia un grande vuoto nel mondo del motorsport, arriva nel 2016, quando viene ingaggiata nel cast di Top Gear, un anno prima di venire a conoscenza della propria malattia. In ogni caso, non si perderà d’animo, mantenendo vivo il proprio contributo nel mondo dei motori: tra le varie esperienze dei suoi ultimi anni di vita, nel 2018 è protagonista del record al Ring conseguito dalla Skoda Kodiaq RS nella propria categoria.