Europcar Mobility Group si appresta a rilanciare il piano Connect con una iniezione di nuovi capitali da 250 milioni di euro e di finanziamenti per la flotta pari a 225 milioni di euro, abbinati a una riduzione del debito di 1,1 miliardi di euro, trasformato in equity (ridotto ora a 980 milioni), e con l’arrivo di Alexandre de Juniac alla presidenza del consiglio di amministrazione. De Juniac, ex numero uno di Air France-Klm, e fino al 31 marzo presidente della Iata, l’associazione internazionale delle compagnie aeree (dove verrà sostituito da Willie Walsh, ex British Airways group), dovrà trasformare Europcar da azienda di noleggio a breve termine a mobility provider a tutto tondo. A supportarlo in questo compito ci sarà, nel management dell’azienda, anche l’italiano Fabrizio Ruggiero, che occupa la posizione di deputy ceo e direttore generale della società. La stategia è quella di privilegiare prodotti con un taglio più business, come ha ricordato lo stesso Ruggiero, anche se la ceo Caroline Parot afferma che i nostri team si preparano all’estate e alla prospettiva di una ripresa progressiva dei viaggi nazionali e internazionali. 

Focus sulle aziende. La roadmap strategica della società con sede a Parigi prevede primariamente soluzioni sempre più flessibili a medio e lungo termine per aziende, oltre che servizi di prossimità 100% digitali nei centri urbani, un rafforzamento dell’offerta e della presa e della riconsegna dei veicoli contactless, e al consolidamento delle partnership internazionali. L’emblema del nuovo corso di Europcar è il contratto firmato con Post Nord in Danimarca, per una flotta in noleggio a lungo termine di furgoni elettrici targati Mercedes-Benz, tutti connessi e gestiti attraverso un software di fleet management. Del resto, il target è arrivare entro il 2023 ad avere almeno un terzo della flotta gestita alla spina e sempre più connessa già quest’anno nel caso dei veicoli commerciali grazie sia a partnership come quelle con NewMotion, Geotab e Telefónica sia allo sviluppo di marchi interni al gruppo, come nel caso di come Ubeeqo, i cui veicoli offerti in sharing sono ormai elettrificati nel 65% dei casi.