La Porsche si appresta a rafforzare i propri legami industriali, e ancor di più quelli azionari, con la Rimac, tramite una serie di operazioni finanziarie rivelate dalla testata tedesca Automobilwoche e solo in parte confermate dai diretti interessati. La Casa di Zuffenhausen, secondo quanto dichiarato dall’imprenditore Mate Rimac, ha deciso di partecipare a una nuova raccolta fondi da 130-150 milioni di euro destinata a sostenere i programmi di espansione dell’azienda specializzata in hypercar alla spina e in tecnologie per le auto elettriche. 

Coinvolta Bugatti. Il round di finanziamenti sarà completato nel giro di due o tre mesi e sarà seguito da un’analoga operazione verso la fine dell’anno. Una volta portate a termine le due raccolte, la Porsche si troverà nelle mani una partecipazione di molto superiore all’attuale 15,5% detenuto nel capitale della Rimac. Non solo: la quota, secondo le indiscrezioni riportate da Automobilwoche, potrebbe salire a poco meno del 50% con un’ulteriore transazione che andrebbe a coinvolgere la Bugatti, già da tempo oggetto di trattative per il passaggio del controllo proprio all’azienda croata. In tal caso, la Volkswagen trasferirebbe la proprietà della Casa di Moslheim prima alla Porsche e quindi alla Rimac, consentendo al costruttore di Zuffenhausen di più che triplicare la quota. Quest’ultima operazione non ha trovato, per ora, nessuna conferma dalle parti interessate. Come ammesso dall’amministratore delegato della Porsche, Oliver Blume, sono comunque in corso fitte discussioni sul destino della Bugatti e sul possibile ruolo dell’azienda croata nello scenario, magari per dare un futuro elettrico al marchio francese di hypercar. Una decisione è attesa comunque a breve: la scelta, infatti, dovrebbe essere compiuta entro la fine del primo semestre.

I piani di espansione. L’acquisto della Bugatti rappresenterebbe in ogni caso una grande affermazione per un’azienda in grande crescita e con ambiziosi piani di espansione come la Rimac, che vanta anche partnership con altre Case automobilistiche, tra cui la Hyundai e l’Aston Martin, e che ha sviluppato una piattaforma per supercar elettriche da fornire a terzi, per esempio all’Automobili Pininfarina per la PF0. La stessa base ha dato vita alla Rimac C_Two, una hypercar da oltre 2 mila cavalli. I programmi dell’azienda croata non sono però concentrati tanto sulla pura produzione automobilistica, quanto sulla fornitura di tecnologie avanzate. Le supercar hanno un mercato limitato, mentre quello dei componenti è molto più grande. Questo è il motivo per cui abbiamo in programma di espandere la nostra azienda”, ha spiegato Mate Rimac ad Automobilwoche. La crescita si concretizzerà, per esempio, in un aumento sostanziale della forza lavoro: l’organico dovrà passare dagli attuali mille dipendenti a 2.500 entro i primi mesi del 2023.