Dopo le mosse per rilanciarsi di Europcar ed Hertz, l’altro colosso internazionale del noleggio a breve termine, ovvero la tedesca Sixt, annuncia un 2020 in positivo per l’Europa, malgrado la pandemia di Covid-19, con un utile netto di 2 milioni di euro dopo le tasse. Conti positivi grazie alla cessione della divisione leasing al gruppo Hyundai, a un forte contenimento dei costi per circa 600 milioni di euro – oltre che ad alcuni accorgimenti operativi, come l’utilizzo stabile degli uffici in città e la spinta sui noleggi a lungo termine e sugli abbonamenti auto, che ha permesso alla società di contenere il calo del fatturato a 1,53 miliardi di euro (-38,8%). Sixt ha agito e utilizzato la crisi come un’opportunità, invece di aspettare semplicemente tempi migliori. Il fatto che siamo riusciti persino a realizzare un piccolo profitto in Europa, dimostra il successo della nostra gestione della crisi e l’adattabilità del nostro modello aziendale anche in questa situazione eccezionale. Ancora più importanti sono i nostri investimenti per il futuro. L’acquisizione delle stazioni aeroportuali negli Usa ci permette di portare avanti la nostra strategia di internazionalizzazione, mentre abbiamo ampliato in modo deciso il portafoglio-prodotti con il lancio dell’offerta di abbonamento auto Sixt+. Infine abbiamo deciso di rafforzare il nostro top management con candidati di prim’ordine, per essere pronti alla ripartenza, ha commentato il ceo Erich Sixt, che di dimetterà dal Consiglio di gestione per entrare a far parte del Consiglio di sorveglianza della società di famiglia nel giugno 2021. Al suo posto nel ruolo di co-ceo e co-presidenti del Consiglio di amministrazione vi saranno Alexander e Konstantin Sixt.

L’internazionalizzazione. Il difficile 2020 ha visto il gruppo tedesco accelerare la sua internazionalizzazione, attraverso alcune acquisizioni strategiche, come appunto le stazioni di noleggio negli scali statunitensi, che l’ha portato ad esser presente ormai in 25 dei 30 aeroporti chiave del più grande mercato mondiale per il rent-a-car. A queste stazioni, il gruppo ha anche aggiunto ben 35 nuovi uffici in città, superando così quota 100 negli Stati Uniti, che diventano così il primo mercato per dimensioni. Negli Usa, tra l’altro, il noleggiatore di Pullach ha inoltre concluso partnership con importanti attori della mobilità del calibro di Lyft e Google.

Auto in abbonamento. Tra i nuovi prodotti lanciati lo scorso anno spicca l’abbonamento auto Sixt+, che si aggiunge a Sixt rent (noleggio di veicoli), Sixt share (carsharing) e Sixt ride (servizi a chiamata) nella piattaforma di mobilità Sixt one. Proposta per la prima volta nel giugno 2020, oggi Sixt+ è presente nei mercati di Germania, Francia, Gran Bretagna, Paesi Bassi, Austria, Spagna, Stati Uniti e Svizzera, raggiungendo i 10.000 sottoscrittori.

Van & Truck. Il segmento che si occupa di furgoni e camion, dal 1 gennaio 2021 è rappresentato nel consiglio di amministrazione del gruppo dall’esperto di commercio e logistica Daniel Marasch, già membro del consiglio direttivo e responsabile della divisione internazionale di Lidl. Sixt considera questo settore sempre più importante, dopo aver chiuso un positivo 2020 e aver ampliato l’offerta in diversi Paesi, tra i quali anche il mercato italiano, per il quale si è posto l’obiettivo di una completa digitalizzazione della flotta e della sua integrazione nella piattaforma di mobilità One.

Nuovi manager. Oltre alla nomina di Alexander e Konstantin Sixt ai vertici, l’azienda ha rafforzato l’intero gruppo dirigenziale con la nomina, come scritto, di Marasch nel consiglio direttivo, di Nico Gabriel come Chief operations officer in sostituzione del decano Detlev Pätsch e di James Adams, l’ex Coo di booking.com, che sarà responsabile della nuova divisione E-Commerce & revenue management con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo del business digitale. Sixt Usa vedrà invece alla guida Thomas C. Kennedy come nuovo presidente e Chief financial officer – posizione quest’ultima che ha occupato in Hertz e in Hilton – e Michael Meiner, ex- amministratore delegato per l’Italia, in qualità di nuovo Presidente e Chief operating officer.