La Renault ha deciso di fermare gli investimenti sullo sviluppo di nuovi motori diesel. La svolta della Casa della Losanga, annunciata dall’amministratore delegato Luca De Meo durante l’assemblea degli azionisti, ha un duplice obiettivo: da una parte puntare sull’elettrificazione, per adeguarsi alle sempre più severe normative sulle emissioni, e dall’altra ridurre i costi, tema cruciale per un costruttore che deve superare le pesanti perdite di bilancio dell’anno scorso e liberare risorse da dedicare a un ambizioso piano di rilancio. 

Gli obiettivi. Il gruppo transalpino non ha comunque intenzione di abbandonare del tutto una tecnologia che l’ha resa protagonista in Europa. Per anni, infatti, la Renault è stata uno dei principali produttori di propulsori a gasolio, al punto da fornirli anche ad altre Case, come la Mercedes-Benz. Lo stop ai programmi di sviluppo si tradurrà in una maggior attenzione sulle motorizzazioni diesel di ultima generazione, che verranno adattate per essere offerte su tutti i modelli in rampa di lancio. Al contempo, come già indicato durante la presentazione del piano Renaulution, aumenterà l’impegno sul fronte dell’elettrificazione, puntando sulla famiglia di motori ibridi E-Tech e su nuovi modelli a batteria, a partire dalla riproposizione della R5. A tal proposito, De Meo ha fornito una serie di indicazioni sulle strategie della Renault, comunicando che il marchio ambisce “ad avere il mix di vendite europeo più verde in assoluto”. Il manager italiano, inoltre, ha annunciato nuovi obiettivi, tra cui la quota di vetture elettrificate sulle vendite totali, che deve arrivare al 65% nel 2025 per poi salire ad almeno il 90% nel 2030.