Dopo diversi teaser, la Pagani ha tolto i veli alla Huayra R. Progettata esclusivamente per la pista e non omologata per l’uso stradale, l’hypercar è nata dal desiderio di Horacio Pagani di creare un’erede della Zonda R. La sportiva estrema sarà prodotta in soli 30 esemplari, ognuno dei quali verrà proposto ai collezionisti con un prezzo di partenza di 2,6 milioni di euro tasse escluse. I futuri proprietari potranno guidare la Huayra R anche durante eventi organizzati dalla stessa Pagani su alcuni dei circuiti più famosi al mondo, supportati dagli stessi tecnici e meccanici che si sono occupati della progettazione e della realizzazione della vettura.

Solo 1.050 kg a secco. L’hypercar è nata dalla collaborazione con la Hwa di Affalterbach, azienda fondata da Hans Werner Aufrecht (uno dei due padri della AMG) e specializzata nello sviluppo di vetture da corsa. Uno dei frutti di questa alleanza è la monoscocca di materiali compositi, tra i quali figura anche il carbo-titanio. La vasca ingloba integralmente i sedili e ciò, grazie anche a specifiche strutture laterali ammortizzanti e al roll-bar, garantisce un’elevata protezione del pilota. I telaietti anteriori, invece, sono di lega d’acciaio al cromo-molibdeno e, insieme al telaio posteriore, contribuiscono a massimizzare le proprietà meccaniche di tutto lo chassis. La Huayra R ferma così l’ago della bilancia a soli 1.050 kg (a secco) a fronte di un aumento del 51% della rigidità flessionale e del 16% della rigidità torsionale rispetto alla versione stradale.

Una tonnellata di downforce. La Pagani non è scesa nei dettagli in merito al funzionamento dell’aerodinamica attiva, ma ha precisato che ogni linea e superficie di questa hypercar è studiata per generare il massimo carico  possibile: a 320 km/h, infatti, la Huayra R arriva a 1.000 kg di downforce. Questo valore è stato raggiunto grazie all’ottimizzazione di diversi elementi, come il fondo piatto, il diffusore posteriore e la grande ala in coda. Nella parte anteriore, invece, risaltano le due nuove prese d’aria laterali, necessarie per il raffreddamento dell’impianto frenante e per convogliare il flusso d’aria in uscita verso la fiancata, riducendo al minimo le turbolenze. Sul cofano anteriore, i due flap mobili della versione stradale sono stati sostituiti da profili studiati per migliorare la velocità di estrazione dell’aria e creare maggiore stabilità all’anteriore. Nuovi sfoghi sopra i passaruota e la grande presa d’aria laterale, sottolineata dalla bandiera italiana, consentono invece di canalizzare i flussi in modo più efficace, convogliandoli verso le appendici aerodinamiche posteriori.

850 CV e cambio sequenziale a sei marce. Il propulsore, ribattezzato Pagani V12-R, è un 6.0 litri ed è stato progettato da zero in collaborazione con la Hwa. Il dodici cilindri aspirato pesa solo 198 kg, può arrivare fino a 9.000 giri/min, eroga 850 CV e una coppia massima di 750 Nm: nonostante le prestazioni estreme, necessita di essere revisionato ogni 10 mila km. Anche il cambio sequenziale a sei rapporti, caratterizzato da una frizione a tre dischi e dall’assenza del sincronizzatore, è stato ingegnerizzato appositamente per la Huayra R. La nuova trasmissione pesa 80 kg e, secondo la Casa, dovrebbe garantire un’efficienza di attrito del 95%, oltre che cambiate rapide e precise. L’impianto di scarico merita un capitolo a sé stante: i tubi, realizzati di lega Inconel, sono spessi solo un terzo di quelli normalmente utilizzati nelle vetture stradali e sono rivestiti di ceramica per proteggere il vano motore e garantire una migliore dissipazione del calore. L’intero sistema è stato studiato per essere il più leggero possibile e per sottolineare le sonorità del V12, enfatizzate dal design specifico dei collettori e dei terminali di scarico.

Sospensioni attive. Anche il comparto sospensioni è molto elaborato e raffinato: l’hypercar presenta uno schema a quadrilatero indipendente, con molle elicoidali e ammortizzatori attivi a controllo elettronico connessi con il sistema di aerodinamica. Tutte le componenti, inoltre, sono di lega d’alluminio forgiato. L’impianto frenante, invece, è firmato Brembo e vanta dischi carboceramici autoventilati CCM-R.

Interni studiati per le performance. L’abitacolo è stato progettato per offrire la migliore ergonomia possibile: tutti i comandi essenziali, come il controllo della trazione e dell’Abs, sono posizionati sul volante a sgancio rapido, regolabile in altezza e profondità. Dato che i sedili sono fissi e integrati nella monoscocca, è presente una pedaliera regolabile, progettata su misura per la Huayra R dalla AP Racing. La strumentazione digitale integra un sistema di telemetria, che registra tutti i dati del veicolo per consentire un’analisi delle le prestazioni e monitorare lo stato della vettura.