Neanche pochi metri al volante e avevo già gli occhi addosso. Al primo semaforo qualcuno ha tirato giù il finestrino e ha rotto gli indugi, chiedendomi che auto fosse. Sarà stato anche per il verde intenso della versione elettrica, ma nuova Opel Mokka ha fatto girare più di una testa.

Sguardo nuovo e sofisticato. In quattro metri e 15 centimetri (12 meno della versione precedente), la Mokka propone una linea originale, in un settore, quello delle Suv compatte, ormai stracolmo di modelli troppo simili uno all’altro. Il suo nuovo volto, che in Opel chiamano Vizor, è il primo grande punto di rottura col passato: identico per le versioni con motore termico ed elettrico, non ha fessure ed è composto da un unico pezzo di plastica traslucida nera che unisce i due fari a Led. Le prese d’aria di raffreddamento sono più in basso, insieme a due grossi tagli verticali (gli air-curtains) che migliorano l’aerodinamica a livello delle ruote e, di conseguenza, il consumo. La Mokka ha un design muscoloso, ma anche pulito e minimal. Per darvi un’idea di cosa ci sia dietro questo nuovo progetto, sappiate che la piccola crossover (disponibile solo a trazione anteriore) segna per la Opel una linea di demarcazione tra quello che c’è stato prima e quello che verrà, uno spartiacque sul design, che per i prossimi anni identificherà tutti i nuovi modelli.

Arredamento hi-tech. Rivoluzione fuori, cambio di paradigma nell’abitacolo. Seduto al posto di guida, hai la sensazione che i due schermi digitali quasi ti abbraccino, ma non sono curvi: è la plancia che è orientata verso il guidatore. L’effetto wow è garantito. Non c’è un head-up display (nemmeno tra gli optional), ma grazie alla possibilità di configurare la strumentazione si possono monitorare con facilità tutti i parametri principali della vettura. Molto comodi i sedili, ben profilati e imbottiti: la Opel, infatti, ha sempre avuto una fissa per la postura corretta. La posizione di guida è alta da crossover, si domina bene la strada ma al tempo stesso ci si sente sempre ben sistemati all’interno dell’auto, grazie alle ampie regolazioni di volante e sedile. L’occhio è appagato. Ci sono dettagli rossi sulla versione GS Line della prova, tunnel centrale ultra minimal in nero lucido, con una leva del cambio annegata al suo interno e una bella texture per la parte alta della plancia. La qualità è elevata, non tanto per l’esclusività dei materiali, quanto per l’accoppiamento e la precisione in fase di montaggio.

Confortevole e facile in città. Inizio il mio test con la variante a benzina, in giro per le strade di Milano. Non potendo assaporare appieno il carattere del tre cilindri benzina 1.2 turbo da 130 CV mi sono focalizzato su altri fattori, come l’assorbimento delle sospensioni. Buche, pavé e binari del tram sono passati sotto le ruote della Mokka senza mai disturbare troppo. Assorbimento di buon livello davanti ma soprattutto dietro, spesso nota dolente su auto di queste dimensioni, per via di sospensioni e tarature non particolarmente raffinate. Fluido e puntuale il cambio. L’automatico Aisin a otto rapporti con convertitore di coppia offre passaggi di marcia praticamente inavvertibili e ha sempre la marcia giusta. Lo sterzo è morbido e facile da gestire, anche quando si deve affrontare il classico parcheggio al pelo, e la telecamera posteriore grandangolare a 180 rende più facili le manovre. Il 1.2 turbo dentro il cofano si fa sentire poco: l’abitacolo è ben isolato, ma pestando forte sul gas salta comunque fuori la sonorità tipica dei tre cilindri in linea.  

Nel silenzio dell’elettrico. Dalla versione termica a quella a zero emissioni il passo è breve. Niente male il taglio della batteria da 50 kWh, posizionata sotto il pianale, che consente, dati Wltp alla mano, una percorrenza massima di 324 chilometri. Lo 0-100 km/h è simile alla versione a benzina (9 secondi contro i 9,2 della tre cilindri), ma è nello 0-50 km/h in soli 3,7 secondi che l’elettrico stacca il motore a pistoni. Dal tunnel centrale posso selezionare tre modalità di guida (come per la benzina): Eco, Normal e Sport, per massimizzare prestazioni o efficienza. E proprio in quest’ottica si può posizionare la levetta del cambio in B per aumentare il freno motore in fase di rilascio. Parlando di ricarica, la Mokka beneficia può utilizzare quella rapida a 100 kW che consente di ripristinare l’80% dell’autonomia in soli 30 minuti. Non mancano le più classiche monofase o trifase a 22 kW, ma con tempi di ricarica decisamente più lunghi.