Il mercato dell’auto italiano rimbalza a marzo ma solo grazie a un effetto statistico. Secondo i dati diffusi dal ministero dei Trasporti, lo scorso mese sono state immatricolate 169.584 autovetture, il 497,16% in più rispetto a un anno fa, quando la domanda era stata sostanzialmente azzerata dalle prime misure di lockdown varate dal governo per frenare la prima ondata di contaggi da coronavirus. Per comprendere la reale situazione della domanda bisogna, dunque, affidarsi ad altri confronti. Rispetto a marzo 2019 le registrazioni risultano, infatti, in calo del 12,7%. Tuttavia, se si prendono in considerazione le 142.998 immatricolazioni dello scorso febbraio, vi è una crescita del 18,6%, a dimostrazione della spinta rilevante degli incentivi nel sostenere una domanda comunque non certo brillante.

Il primo trimestre. Il rimbalzo di marzo segue le contrazioni del 14% e del 12,3% registrate, rispettivamente, a gennaio e a febbraio e consente di portare in territorio positivo il consuntivo trimestrale. I primi tre mesi dell’anno, con 446.978 immatricolazioni, mostrano una crescita del 28,6% rispetto al pari periodo dell’anno scorso, quando il mercato aveva iniziato a subire gli effetti della prima ondata della pandemia. Dunque anche in questo caso il confronto è falsato da quanto avvenuto con il primo lockdwon del 2020.

Male Stellantis. Per il gruppo Stellantis prosegue l’andamento negativo delle immatricolazioni con il terzo calo mensile consecutivo: sono 68.449 le registrazioni, il 14,56% in meno rispetto a marzo 2020, quando i dati erano suddivisi tra la Fiat Chrysler Automobiles e la PSA. Dei nove marchi solo tre risultano in crescita: la DS guadagna il 18,2% (436 immatricolazioni), la Maserati il 77,3% (227) e la Peugeot il 5% (11.446). Negativi tutti gli altri: -49,1% per l’Alfa Romeo (1.240), -7,1% per la Citroën (8.862), -16,7% per la Fiat (26.400), -7,1% per la Jeep (7.348), -16,2% per la Lancia (5.093) e -33,1% per la Opel (7.397).

Wolfsburg in calo. Performance negative anche per il gruppo Volkswagen: le immatricolazioni, pari a 25.833 unità, scendono del 12,6%. Il brand omonimo perde il  22,2% (13.690 unità), la Seat il 3,6% (2.717) e l’Audi lo 0,1% (6.427), mentre la Skoda mette a segno un +10,8% (2.978). In calo anche la Lamborghini: -12,5% con 21 immatricolazioni. 

Giù Renault e Ford. Pure il gruppo Renault segna performance parecchio peggiori di quelle del mercato, registrando un calo del 32,1% e 14.230 immatricolazioni. Di queste, 8.706 sono del marchio della Losanga (-28,9%) e 5.524 della Dacia (-36,5%). Meno pesante risulta la contrazione della Ford: -12,6% e 10.776 registrazioni.

Daimler e BMW in flessione. Andamento analogo per la Daimler e la BMW. Il gruppo di Monaco di Baviera perde il 7,8%, con 7.907 immatricolazioni, di cui 5.745 per il brand dell’Elica (-9,5%) e 2.162 per la Mini (-3%). Per il costruttore di Stoccarda le registrazioni sono 6.693, per una contrazione del 23,1%: il marchio Mercedes scende del 7,8% a 5.846 unità, mentre la Smart flette del 64,2% a 847.

Asiatiche in chiaroscuro. Tra i costruttori orientali spicca ancora una volta il gruppo Toyota: con 9.274 immatricolazioni, il colosso guidato da Akio Toyoda perde appena l’1%, con il marchio omonimo in crescita dell’1,8% (8.784 auto) e la Lexus in calo del 33,5% (490 registrazioni). La Nissan, invece, perde il 27,2% (3.401 immatricolazioni), la Honda il 38,9% (547 unità) e la Mitsubishi il 37,6% (380) mentre la Subaru sale del 69,3% (281), la Suzuki del 32,9% (3.776) e la Mazda del 6,9% (1.463). Segno meno per la coreana Hyundai con un calo del 0,3% (34.644), mentre la consociata Kia guadagna il 4,9% (4.165).  

Male la Volvo, bene la Tesla. Tra gli altri marchi del segmento premium, la Volvo, con 1.926 immatricolazioni, perde l’8,6%. Torna, invece, a crescere il gruppo Jaguar Land Rover: le immatricolazioni sono pari a 2.440 (+21,8%), di cui 669 per il marchio del Giaguaro (+1,2%) e 1.771 per il brand dei fuoristrada (+32%). Dopo un periodo di rallentamento, ritorna a registrare tassi di crescita a tripla cifra la Tesla: le 1.366 immatricolazioni implicano un aumento del 407,8%. Andamento positivo anche per la Porsche (+69,2%, con 665 auto registrate), mentre la Ferrari, con 65 immatricolazioni, cresce del 75,7%.