La Maserati aveva chiaramente indicato con l’introduzione della Ghibli Hybrid, lo scorso anno, quale fosse la strada che ha deciso di intraprendere in tema di motorizzazioni elettrificate: un sistema agile e leggero che prevede una rete di bordo a 48 volt, con un alternatore-generatore e un eBooster, cioè un compressore elettrico che lavora in serie con il turbo tradizionale colmando il vuoto di coppia ai bassi regimi e aiutando il propulsore termico agli alti carichi. Non è una sorpresa, dunque, che neppure la Levante Hybrid, sul mercato a partire dal mese di giugno, ricorra alla soluzione plug-in e ribadisca invece la medesima formula più prestazioni-meno consumi inaugurata dalla berlina.

Dammi un quattro. Anche la Suv, quindi, monta il quattro cilindri elettrificato mild da 2 litri, prodotto a Termoli, con una potenza complessiva di 330 cavalli e una coppia di 450 Nm, di cui oltre il 90% è disponibile già a 1.750 giri. Il metro di paragone è, come già per la Ghibli, il turbodiesel, che sparirà dalla gamma. La Hybrid va a prenderne il posto, dichiarandosi performante quanto la versione V6 a benzina (lo 0-100 km/h è archiviato negli stessi sei secondi netti) ed efficiente quanto, appunto, quella con il V6 a gasolio, almeno sulla carta. Secondo il ciclo di omologazione Wltp, le emissioni della Levante Hybrid si ridurrebbero del 18% rispetto alla variante a benzina e del 3% su quella diesel.

Cura dimagrante. Oltre che alla gestione elettronica del motore, governata da una centralina Bosch di ultima generazione, e alla funzione di sailing, cioè di veleggiamento in rilascio con la disattivazione dei cilindri, il merito della maggiore efficienza va anche alla riduzione del peso: soltanto il passaggio al quattro cilindri regala di per sé un risparmio di 24 chili. La batteria, dal canto suo, è molto piccola (800 Wh, tanto il sistema rigenera molta energia in decelerazione e frenata, la quale viene reimpiegata subito nelle accelerazioni e riprese) e la sua collocazione nel bagagliaio contribuisce a una ripartizione dei pesi al 50-50 tra avantreno e retrotreno, con positivi riflessi sull’handling.   

Giochi di coppia. La dinamica di guida, al di là del nuovo equilibrio delle masse, anche sulla Hybrid rimane governata dal sistema sospensivo (pneumatico di serie con sei livelli di assetto) noto per il modello, con i quadrilateri all’anteriore e il multilink a cinque bracci al posteriore, e una trazione integrale con differenziale posteriore meccanico autobloccante che in condizioni normali privilegia il retrotreno, indirizzandovi il 100% della coppia motrice, e soltanto in caso di perdita d’aderenza la ripartisce (in 150 millisecondi) in equa misura tra i due assi.  

Note personali. A livello di stile l’inedita Hybrid prende, naturalmente, le novità già introdotte sul resto della gamma con il Model year 2021, in particolare la grafica dei fari e la calandra con il cosiddetto diapason design. Al contempo ci sono alcuni dettagli che, come già per la Ghibli Hybrid, la caratterizzano in modo specifico: le tre classiche prese d’aria sul parafango anteriore, le pinze freni (optional) e il logo sul montante posteriore sono di colore blu cobalto, richiamato anche nelle cuciture dei sedili. Nuove tinte si aggiungono alla palette degli esterni: il grigio Evoluzione già visto sulla Ghibli elettrificata e un blu metallizzato tristrato battezzato Azzurro Astro, deciso come colore di lancio e che si potrà ordinare all’interno del programma di personalizzazione Maserati Fuoriserie.

Elettronica aggiornata. Naturalmente anche sulla Hybrid arriva il sistema multimediale Mia (Maserati intelligent assistant) di ultima generazione, con elevata potenza di calcolo, schermi ad alta risoluzione, ricarica wireless dello smartphone con interfaccia Apple CarPlay e Android Auto e la connettività permanente con il programma Maserati connect. Come per il resto delle gamma interessato dal model year 2021, pure la Hybrid perfeziona le applicazioni degli Adas e della guida assistita. L’Active driving assist, per esempio, che prima si poteva utilizzare esclusivamente in autostrada, ora è attivabile su qualsiasi strada in buone condizioni fino a una velocità massima di 145 km/h, purché ci sia l’adaptive cruise control inserito, mantenendo l’auto nella corsia di marcia e adeguando la velocità al veicolo che precede.