A margine della presentazione della concept LF-Z Electrified, abbiamo avuto modo di incontrare in web conference Spiros Fotinos, direttore di Lexus Europe. Ecco che cosa ci ha raccontato.

Dopo questa concept elettrica, quale sarà il ruolo dei modelli ibridi nell’immagine del marchio?
Ovviamente Lexus è conosciuta per l’ibrido, quindi si tratta di rispettare quanto è stato fatto in questi anni. Infatti, molti clienti nuovi passano alla Lexus perché vogliono questo tipo di motorizzazione, e intendono compiere con noi il primo passo nel campo dell’elettrificazione. un successo, soprattutto nell’Europa occidentale, e questo significa molto.

La piattaforma specifica di questa concept è strettamente imparentata con la e-Tnga della Toyota?
Se voi guardate il tipo di concept, è un modello che potrebbe essere realizzato sulla e-Tnga. una piattaforma in comune con la Toyota, che offre il vantaggio dei settaggi specifici per ogni marchio, come quello della flessibilità in termini di larghezza, altezza, lunghezza. Insomma, in questo modo la piattaforma dà modo di realizzare auto dalle carrozzerie diverse.

Quali sono i piani della Lexus per la ricarica delle vetture elettriche?
La nostra priorità, ovviamente, è quella di assicurare che i nostri clienti possano accedere a una rete di ricarica rapida. Questo è il motivo per cui siamo in partnership con la Dcs, per poter offrire al consumatore un servizio di ricarica veloce. E la flessibilità che serve per poter ricaricare dove e quando si vuole, cosa davvero importante. In aggiunta, c’è la soluzione della wallbox, più rapida del classico sistema domestico.

L’autonomia dichiarata della concept è di 600 km nel ciclo Wltp: può dirci qualcosa in più rispetto a questo dato?
Quando si parla di autonomia non è mai solo un numero, ma va considerato all’interno di un segmento, di una serie di costi: penso che alla fine debba andare incontro alle aspettative del cliente. Quando si parla di un’auto dall’autonomia elevata, si parla anche di una batteria grande (da 90 kWh, nel caso della concept, ndr), con costi più elevati. Non credo che i clienti pagherebbero di più per avere quello che non serve loro. Non è tanto una questione di taglia di batteria, ma del punto di vista del consumatore e delle sue esigenze.

E per quanto riguarda i tempi di ricarica della concept?
Con una batteria da 90 kWh e un sistema fast charge da 150 kW, ci vogliono una trentina di minuti per passare da 0 all’80 per cento della ricarica.

Seicento km di autonomia sono un limite molto elevato, oggi. Sulla futura vettura di produzione si utilizzerà una nuova tecnologia o si tratterà di un’evoluzione di quella attuale?
Non possiamo dare ragguagli troppo specifici, ma se guardate all’autonomia e alla capacità della batteria (agli ioni di litio, ndr), si tratta di un dato molto efficiente, in particolare per una crossover medio-grande. Questo, però, non è dovuto solo alle caratteristiche dell’accumulatore, quanto alle specifiche dell’auto, all’aerodinamica. Ogni elemento si combina poi per garantire il miglior risultato possibile.

Questa è una concept, ma presto o tardi, diventerà un modello di serie?
Credo che con questa concept abbiamo cercato di dare l’immagine di quella che sarà la visione futura del marchio, non necessariamente quella di come sarà esattamente il futuro modello di serie. Più che altro è il nostro punto di vista, quanto al look e al feeling, sull’elettrico puro.

Il vostro sistema Steer-by-wire della concept è lo stesso del drive-by-wire?
Tecnicamente, a parte il nome, è la stessa cosa. Non c’è collegamento meccanico tra il volante e quello che era la cremagliera. Ci stiamo lavorando, è una tecnologia estremamente godibile, non solo perché offre un maggiore controllo al guidatore, ma perché va considerata insieme agli altri componenti dell’auto, come il sistema di gestione della potenza Direct4 e la stessa piattaforma e-Tnga: tutti questi elementi, infatti, contribuiscono a rendere l’esperienza di guida davvero unica.

Il sistema di interfaccia con intelligenza artificiale e assistente personale è stato realizzato all’interno del gruppo o insieme a qualche partner?
un qualcosa sul quale stiamo lavorando, presso la divisione interna Toyota Research institute e la Toyota Research institute advanced, come presso altre nostre compagnie collegate: insomma il Gruppo è in grado di creare le capacità legate all’intelligenza artificiale. Anche se in futuro non possiamo escludere di stringere delle partnership, se dovessero offrire benefici per il consumatore.

La concept presenta monitor touch: tale soluzione verrà portata in produzione in futuro anche su altri modelli della Lexus?
Ascoltando i clienti e i giornalisti, in relazione al classico controllo remoto sul tunnel, abbiamo pensato che il touch screen possa rappresentare una soluzione appropriata, insieme ai comandi vocali.

Come funziona il sistema Direct4?
Il sistema è in grado di controllare istantaneamente la coppia distribuita alle ruote, permettendo di sfruttare tutte le configurazioni possibili, dalla trazione anteriore a quella posteriore o all’integrale, nello spazio di millisecondi. Come la potenza può essere distribuita dipende anche dalla configurazione adottata sull’auto: a due motori in futuro, fino a quattro unità alle ruote, dove quest’ultima offrirebbe la massima possibilità di controllare la coppia. Con due motori, in ogni caso, si potrebbe gestire piuttosto bene la trazione integrale in termini di distribuzione della coppia.

Sarà possibile realizzare auto sportive su questa piattaforma dedicata?
Sportive basse? un discorso relativo: ho detto che la piattaforma è flessibile, quindi su di essa possiamo creare vetture diverse: naturalmente c’è un limite. Dipende da che cosa abbiamo in mente per sportiva. Ma la flessibilità della e-Tnga è una cosa assodata.