La Lamborghini sta valutando un ampliamento della gamma. A dirlo è stato l’amministratore delegato Stephan Winkelmann durante un tavola rotonda con la stampa italiana. In particolare il top-manager italo-tedesco, tornato da pochi mesi al timone dell’azienda emiliana, ha spiegato che la Lamborghini, come marchio, non è solo supersportive. In passato ci sono state auto come la Miura e la Countach ma anche la Espada e la LM 002 e naturalmente il successo della Urus ha dimostrato che un allargamento della gamma è possibile. Non è detto che un marchio come la Lamborghini non possa avere la forza di avere anche più di tre modelli. Questo comunque è ancora scritto nelle stelle perché non è stata presa nessuna decisione. Devo dire, però, che, come approccio e visione del futuro, l’espansione della gamma è nelle nostre corde e rappresenta una delle opportunità che stiamo vagliando.

Le ipotesi. Di un quarto modello per la Casa del Toro se ne parla da diversi anni e in particolare dopo l’arrivo della Suv Urus, che negli ultimi anni ha spinto l’azienda ad aggiornare continuamente i suoi record commerciali e a dotarsi di nuove strutture produttive. Tra le ipotesi sono spuntate per esempio una berlina, sulla falsariga del prototipo Estoque presentato nel 2008, e una 2+2, sull’esempio di grandi modelli del passato come la Islero e la Jarama o la Espada citata da Winkelmann. Tuttavia, nel 2012 i progetti sono stati accantonati dall’ex amministratore delegato Stefano Domenicali con motivazioni prettamente economiche: prima di sviluppare nuovi modelli era necessario stabilizzare la crescita dell’azienda intorno a una produzione di circa 8 mila unità. L’anno scorso, poi, non è stato un anno facile per la Lamborghini: prima è arrivata la pandemia del coronavirus che ha fatto chiudere le linee per diverse settimane e poi c’è stato l’avvicendamento al vertice con Winkelmann a sostituire un Domenicali destinato ad assumere la guida del circus della Formula 1. Il manager non è nuovo a pensare ad allargamenti della gamma e non solo perché è a lui che si deve il progetto Urus e in parte la scelta dell’Audi di assegnarne la produzione allo storico stabilimento alle porte di Bologna.  stato Winkelmann, per esempio, a proporre qualche anno fa al gruppo Volkswagen di ampliare l’offerta anche della Bugatti, di cui mantiene la carica di presidente. A tal proposito, il dirigente italo-tedesco ha ricordato come anche la Casa di Molsheim abbia “una storia lunghissima: siamo a 112 anni di vita e il fondatore Ettore Bugatti ha dimostrato negli anni ’20 che era capace di fare di tutto. Noi, un paio di anni fa, abbiamo fatto vedere che per la Bugatti un secondo modello sarebbe non solo raccomandabile ma anche di successo sul mercato al di fuori delle hypercar che stiamo coprendo oggi. Con il Covid abbiamo bloccato tutti questi progetti e investimenti futuri e oggi non c’è nessuna decisione su un secondo modello Bugatti”.

Elettrificazione? Ancora no. Oltre all’ampliamento della gamma, durante la tavola rotonda è stato affrontato un altro tema, quell’elettrificazione diventata ormai il mantra per qualsiasi costruttore, ma di difficile declinazione quando si parla di supersportive. Non a caso alla Ferrari sono più i dubbi che le certezze su un progetto di elettrica da più parti auspicato. E se a Maranello qualcosa, comunque, bolle in pentola, anche nella vicina Sant’Agata Bolognese non stanno con le mani in mano: per avere qualche dettaglio su idee e ipotesi, però, bisognerà aspettare ancora qualche mese. “L’elettrificazione – ha sottolineato Winkelmann – fa parte della nostra strategia aziendale, noi stiamo lavorando alacremente sulla strategia fino al 2030. Siamo quasi arrivati alle conclusioni. In linea di massima la strada del futuro anche per le supersportive è relativamente chiara: il legislatore obbliga tutti a ridurre le emissioni. Come questo viene fatto è di responsabilità dei costruttori, ma c’è una strada maestra da seguire: quella dell’elettrificazione. Per le supersportive non è importante arrivare per primi a elettrificare, ma arrivare al momento giusto. Quello che stiamo osservando, e che io ho visto nella mia esperienza passata e presente, è che non è ancora il momento propizio per le supersportive elettriche. Ci sarà sicuramente il passaggio obbligato dell’ibridazione, ma la strada è ormai chiara e va verso l’elettrificazione. Comunque noi per fine aprile chiariremo la nostra strategia e la comunicheremo a tutti.

I conti del 2020 e il 2021. Questo per il futuro, ma c’è anche un passato recente che ha visto la Lamborghini affrontare la prova del coronavirus e superarla con ottimi risultati economici. “Il 2020 – ha spiegato l’amministratore delegato – è stato chiuso con un margine operativo record ed è stato il secondo miglior anno di sempre in termini sia di consegne ai clienti, che sono state 7.430, sia di fatturato, che è stato pari a 1,61 miliardi di euro. E questo nonostante il Covid e la chiusura della fabbrica dal 13 marzo a inizio maggio.  stato un duro contraccolpo per noi, ma ciononostante abbiamo raggiunto questi risultati. Senza la pandemia sarebbe stato sicuramente un altro anno record per la Lamborghini, ha spiegato l’amministratore delegato. Nello specifico, le consegne sono scese di poco meno del 9,5% rispetto al record del 2019 di 8.205 vetture, mentre il fatturato è diminuito di solo l’11%. Quanto al 2021 le prospettive sono positive. “A fine 2020 avevamo già nove mesi di copertura ordini per il 2021. Quest’anno è partito molto bene per raccolta ordini e consegne: siamo sopra al bimestre gennaio-febbraio 2020. Tutto ciò mi fa ben sperare per l’intero anno, ha affermato Winkelmann fornendo un’indicazione anche sul piano prodotti annuale: nella seconda parte dell’anno è previsto il debutto della Huracán Supertrofeo Omologata presentata alla fine dell’anno scorso e in rampa di lancio ci sono due novità per la famiglia delle 12 cilindri. Nel complesso la situazione dell’azienda è rosea e di questo ne beneficeranno anche i dipendenti: “Non abbiamo nessuna intenzione di diminuire la nostra forza lavoro. Abbiamo un andamento andamento molto positivo degli ordini: possiamo coprire l’intero 2021 con gli ordini che abbiamo già in portafoglio. Inoltre abbiamo un piano di forti investimenti e di forte espansione per il prossimo lustro. 

L’importanza dell’Italia. Alla tavola rotonda era presente, tra l’altro, anche uno dei top manager dell’Audi, la responsabile commerciale Hildegard Wortmann. L’Italia – ha spiegato – è molto importante per l’Audi per due motivi. Innanzitutto è uno dei nostri cinque principali mercati mondiali. Inoltre, l’Audi compone un gruppo insieme ai marchi italiani Ducati, Lamborghini e Italdesign. Il 2020 è stato un anno particolare ma molto positivo per l’Audi in Italia: nonostante le limitazioni, per il 12esimo anno consecutivo, ha confermato la prima posizione sul mercato premium italiano. Con oltre 50 mila vetture consegnate, l’Audi ha persino aumentato leggermente la sua quota di mercato in Italia. Dunque, nonostante il Covid, il 2020 è stato nuovamente un anno di successo”. Wortmann ha anche ricordato le strategie di elettrificazione del marchio dei Quattro anelli. “L’elettromobilità è una delle maggiori opportunità di crescita e investimento dei prossimi 20/30 anni. Proprio per questo investiremo circa 15 miliardi di euro nell’elettrificazione entro il 2025. Avremo diversi modelli a batteria e amplieremo la gamma Phev, ha aggiunto la dirigente, ricordando la presentazione della e-tron GT (“La nostra punta di diamante elettrica”) e i preparativi per il lancio a metà aprile della Q4 e-tron. “La famiglia e-tron crescerà ancora perchè da tre modelli arriveremo a sette già nel 2021. Poi fino al 2025 continueremo ad ampliare in modo significativo il numero delle elettriche: stiamo puntando a oltre 20 modelli alla spina e anche a espandere la nostra gamma Phev. Siamo convinti che il futuro dell’auto sarà elettrico. Tra i vari modelli ci potrebbero essere anche delle sorprese come una versione shooting brake per la sportiva a batteria? Credo – ha risposto Wortmann – che la e-tron GT e la e-tron GT RS siano già due modelli molto forti. Naturalmente continueremo ad allargare la gamma elettrica in tutti i segmenti: vedremo quali saranno le idee creative, che cosa ci verrà in mente, ma ne parleremo al momento opportuno.