Christian Meunier, erede di Mike Manley alla guida della Jeep, ha ben presente la situazione italiana (anche riguardo al Covid) ed è entusiasta del grande lavoro fatto a Melfi e dalla possibilità di costruirvi proprio il modello più venduto del marchio, la Compass. Protagonista di un segmento che vede numeri in crescita a doppia cifra, la Suv di segmento C è stata scelta da oltre 2 milioni di clienti in Europa. “La Jeep, ha detto Meunier nel corso di un iincontro con la stampa italiana, “è oramai un marchio italo-americano: credo molto in Melfi e lì faremo ancora molti investimenti, voglio dire grazie a ogni lavoratore dello stabilimento, ai dealer e a tutti quelli che ci stanno supportando”. Parole incoraggianti che speriamo portino a riconsiderare quanto detto da Carlos Tavares sul “costo eccessivo” delle fabbriche italiane di Stellantis.     

Esperienza “infinta”. Per il futuro, la Jeep ha già delineato un processo di elettrificazione e di de-carbonizzazione molto spinto, con l’arrivo di modelli full hybrid ed elettrici. L’esperienza di Meunier come presidente di Infiniti (e in ruoli di alta responsabilità in molti altri brand) ha portato idee creative nello storico marchio americano, sicuramente il più conosciuto del gruppo a livello globale.

Rivoluzionare il 4×4. Con una moltiplicazione di fattore cinque nel volume delle vendite, sin da 2020 la Jeep ha deciso di attuare il programma di elettrificazione per i propri modelli su larga scala, al punto di rivoluzionare il concetto di 4×4 con il sistema “4xe”, protagonista di un esaustivo primo contatto su Quattroruote di aprile. Una tecnologia che non solo rivoluziona meccanicamente le off-road eliminando gli alberi di trasmissione, ma che le rende pure più gradevoli e agili da guidare anche sui percorsi estremi. A proposito, a brevissimo arriverà anche la versione 4xe della Grand Cherokee.

Nel tempio degli off-roader. Per fare un esempio, Meunier ha citato il recente Easter Safari di Moab (Utah) dove i super appassionati di off-road si incontrano tutti gli anni. In quella sede, dice, ci sono dei veri integralisti del fuoristrada ai quali parlare di elettrico può sembrare un affronto: eppure, costoro avevano gli occhi lucidi quando hanno assaggiato una pietraia con la Wrangler Magneto, prima concept completamente a batterie del marchio che, promette Meunier, verrà prodotta molto presto: “Non domani ma… dopodomani”. Magneto, evidentemente, non è solo un nome legato ai motori elettrici, ma pure una qualità: di fatto, significa attaccarsi al terreno come una calamita senza perdere un centimetro di trazione grazie alla coppia di 370 Nm, moltiplicati dal riduttore per ognuna delle sei marce del cambio manuale. Come ci ha spiegato il presidente della Jeep, infatti, non c’è da aspettare di arrivare a 2.000 giri: metti il selettore su Rocks e senti un’eccitazione pazzesca, perché puoi essere ancora più preciso. Si vede che è uno che, anche se guida Jeep da soli due anni, è preso benissimo dal suo compito.

Il nuovo lusso è l’avventura. L’altro cimento in cui Jeep si sta lanciando è quello delle luxury adventure con le Wagoneer e Grand Wagoneer che hanno debuttato lo scorso 11 marzo, riportando alla ribalta il brand e le qualità extra lusso della super Suv Made in Usa. Non le porteremo in Europa”, ha detto Meunier, “ma abbiamo comunque grandi progetti, soprattutto di entrare in concorrenza diretta con Cadillac, Range Rover, Mercedes, BMW e Audi. In fondo questo segmento l’abbiamo inventato noi negli anni 60 (per poi abbandonarlo nel 1991, ndr), un lustro prima di Land Rover. 

Piccola, ma tutta Jeep. Infine, a una nostra domanda sulla baby Jeep già annunciata per il 2023 il ceo non si è sbilanciato. Anche se già si sa che verrà prodotta su una piattaforma PSA a Tychy, in Polonia, e che farà da base anche alle nuove B-Suv Fiat e Alfa Romeo, Meunier ha affermato che la fabbrica non è stata ancora decisa: la sport utility è stata già mostrata ad alcuni dealer in Europa che sono molto soddisfatti. Anche se piccola, sarà una vera Jeep al 100%. Fidatevi.