La Jeep celebra il suo modello più venduto, la Compass, con un aggiornamento che definire restyling è certamente riduttivo. L’evento di presentazione della Suv, che è stato trasmesso in diretta, ha celebrato gli 80 anni di storia (culminati con le versioni 80 Anniversary della Renegade, della Gladiator e della Wrangler, oltre che della Compass) di un mito americano che ha pochi eguali al mondo. Le sue origini risalgono al 1941, con Willys e Ford nei teatri di guerra, e arrivato ai giorni nostri nel segno dell’affidabilità e delle capacità off-road.

Anni di boom. Jeep è il brand del gruppo Stellantis cresciuto di più negli ultimi dieci anni: ha moltiplicato di cinque volte le sue vendite, un trend che sta continuando anche nel 2021 con il miglioramento della quota di mercato in Europa. In questo, la Compass ha avuto un ruolo fondamentale: è il modello che ha segnato il ritorno della Jeep nel segmento C-Suv, il più importante del mercato con 2 milioni di immatricolazioni in Europa nel 2020 pari a circa il 40% delle vendite totali di Suv. E notoriamente è la Jeep più venduta al mondo, di certo per la sua capacità di esprimere bene il ruolo di vettura di uso quotidiano ma adatta anche alle avventure in off-road, in particolare per la versione Trailhawk, che, al prezzo di quasi 50 mila euro, ha proprio tutto per avanzare anche dove le strade non sono più asfaltate. Non come una Wrangler, d’accordo, ma rispetto alla fuoristrada è anche molto più comoda e spaziosa. La Jeep definisce i clienti della Compass con l’appellativo di Pragmatic Dreamer: sognatori, ma non privi di senso pratico.

Migliorata sotto ogni aspetto. Un semplice sguardo alle foto della plancia mostra già quanto siano cambiati gli interni: ne abbiamo parlato anche sul numero di Quattroruote in edicola (dove trovate le nostre prime impressioni di guida), rimarcando come la nuova disposizione dei comandi, dell’infotainment e le funzionalità aggiuntive abbiano del tutto cambiato l’interfaccia tra il guidatore e la Jeep. L’unità centrale, prima bassa e incorporata nella plancia, ora svetta e si pone in bella vista, a portata delle dita. Il tunnel centrale è molto più alto e la plancia stessa, da un montante all’altro, assume un andamento su due livelli, con un inserto di similpelle, oppure di carbonio, alluminio o stoffa e cuciture a contrasto. Bello l’inserimento delle bocchette clima all’interno di una linea armonica che separa i due livelli; le rotelline che comandano l’apertura delle bocchette stesse, però, sono molto piccole. Più alti anche i braccioli sulle porte, cosa che facilita l’appoggio dei gomiti. Ricarica wireless standard su tutti i modelli e una maggiore potenza di calcolo del sistema multimediale Uconnect5 (con connessione permanente in rete e aggiornamenti over the air) rendono l’esperienza di guida facile e ricca di tutte quelle informazioni e funzionalità cui nessuno oggi vuole rinunciare, ma senza eccessive distrazioni. I comandi di uso corrente, infatti, sono volutamente separati e ben distinti dai controlli touch. E se non volete togliere le mani dal volante, la Compass risponde anche al comando Ehi Jeep.

Look inconfondibile. La leggendaria griglia a sette feritoie è ancora lì, naturalmente, ma il disegno del frontale ora ha un andamento più orizzontale, le luci diurne si spostano in alto e la Trailhawk aggiunge un design specifico per la zona inferiore più adatto al fuoristrada e un’altezza da terra di 20 cm, caratteristiche che hanno permesso di elevare gli angoli caratteristici (30,4 davanti, 33,3 dietro e 21 di dosso). Con 440 centimetri di lunghezza e 187 di larghezza, la Compass ha una misura gestibile per la città, ma dentro è molto spaziosa (anche dietro) e il bagagliaio offre oltre 430 litri di volume utile. 

Mobilità elettrica. L’unità più interessante quanto a motorizzazioni, che ricalcano quelle della versione uscente, è senza dubbio l’ibrida plug-in 4xe, basata su uno schema 4×4 con un motore elettrico da 60 CV al posteriore che manda in pensione il classico albero di trasmissione centrale. Il tutto è alimentato da una batteria al litio da 11,4 kWh con inverter integrato, posta longitudinalmente nel sottoscocca e ricaricabile da fonti esterne fino a una potenza di 7,4 kW (monofase). Il motore termico, invece, è il turbo quattro cilindri 1.3 da 180 CV. In due (anzi, sarebbero tre, ma l’unità anteriore Bsg viene usata solo per riavviare l’unità a benzina) i motori raggiungono una potenza di picco di 240 CV e una coppia che nello spunto può arrivare a superare i 500 Nm. L’ibrida alla spina è disponibile anche in una versione meno performante da 190 CV e in tre motorizzazioni benzina e diesel: le 1.6 MultiJet da 130 CV e 1.3 Turbo T4 da 130 e 150 CV. Per chi se le fosse perse, arriveremo fra pochissimo anche sul web con le impressioni di guida, mentre qui trovate i listini con i prezzi aggiornati.