La qualità costruttiva e la percezione che ne hanno i clienti possono danneggiare seriamente le case automobilistiche: lo sa bene la Jaguar Land Rover, che ha infatti quantificato in circa 100 mila vendite perse all’anno lo scotto pagato per i problemi di affidabilità riscontrati in alcuni modelli e per la relativa insoddisfazione degli acquirenti. Il dato, secondo quanto riportato da Automotive News, è stato fornito direttamente dall’amministratore delegato del gruppo britannico, Thierry Bolloré, nel corso di un incontro con gli analisti finanziari.

Problemi di lunga data. “L’insoddisfazione dei nostri clienti è stata davvero dannosa per i nostri volumi di vendita”, ha detto il top manager, citando un problema che affligge i marchi Jaguar e Land Rover nonostante i forti investimenti fatti con il sostegno finaziario della Tata Motors, proprietaria del gruppo, e l’impegno profuso dall’ex numero uno, Ralph Speth. “Attualmente, le opportunità perse sono enormi: si tratta di oltre 100.000 potenziali consegne”. Nel 2010, l’ex manager della BMW era stato chiamato a risolvere una percezione di scarsa qualità che, secondo alcuni esperti, risale agli anni 60 del secolo scorso, quando la Jaguar e la Land Rover erano di proprietà della British Leyland, e che non sono stati risolti neanche sotto il controllo della Ford. Speth ha raggiunto numerosi risultati, soprattutto in termini di aumento delle vendite e di espansione della gamma, ma evidentemente ha lasciato in eredità a Bolloré un problema ancora irrisolto, che rende i due brand britannici meno competitivi rispetto ai concorrenti di riferimento nel segmento premium (BMW, Mercedes e Audi). 

Miglioramenti in corso. Tale situazione è fotografata anche dalle più recenti classifiche di JD Power sulla soddisfazione della clientela statunitense: la Land Rover e la Jaguar si sono piazzate rispettivamente al penultimo e al terzultimo posto, lasciandosi dietro la sola Tesla, ultima. L’amministratore delegato, al timone del costruttore britannico solo dal 10 settembre scorso, ha comunque evidenziato i “notevoli miglioramenti raggiunti negli ultimi mesi sul fronte dell’affidabilità, parlando di un’insoddisfazione della clientela ai minimi storici con i model year 2021. Del resto, Bolloré ha messo al centro del suo piano di rilancio proprio la qualità di prodotto: incrementarla significa non solo aumentare le vendite, ma anche sostenere la redditività, grazie ai minori costi generati dalle riparazioni in garanzia e al contenimento delle spese nelle campagne promozionali. Un ulteriore contributo alle strategie dell’ex dirigente Renault sarà garantito anche dai processi di elettrificazione della gamma. Tra qualche anno, infatti, la Jaguar abbandonerà le motorizzazioni endotermiche per offrire solo modelli a batteria: come ha spiegato il responsabile del design Gerry McGovern, i nuovi veicoli alla spina saranno più semplici da assemblare e ciò dovrebbe ridurre l’incidenza dei problemi di affidabilità.