Studiando diligentemente il mercato e il posizionamento dei vari modelli, alla Hyundai hanno notato che in Europa potrebbe esserci spazio per una nuova crossover compatta del segmento B, purché abbia dei tratti molto originali, come quelli della nuova Bayon. Il nome è preso in prestito dalla città francese di Bayonne, sul Golfo di Biscaglia, famosa per le attività sportive all’aperto, e vuole quindi ispirarsi alla voglia di muoversi e di apprezzare il tempo libero. La novità principale non è tanto la lunghezza o il passo, che sono in pratica equivalenti a quelli della Kona (rispettivamente 4,18 m e 2,58 m), ma la minore altezza (1,49 m), che si traduce in una linea più filante e sportiva. Diminuiscono anche le protezioni di plastica per il muso e i passaruota: l’indole di questa B-Suv, infatti, è più cittadina che off-road. I prezzi e gli allestimenti saranno svelati fra qualche settimana, ma la Bayon si collocherà sotto la Kona, con un listino prezzi che partirà da meno di 19.000 euro.  

Che frontale! Ispirato alla Nexo, il frontale della piccola Suv adotta, come la sorella Kona, dei gruppi ottici sottili interposti fra cofano e paraurti che la fanno quasi sembrare una concept, una larga fenditura inferiore che si allunga sotto il muso simulando una piastra paramotore e specchi retrovisori dalla forma molto particolare. La fiancata scolpita da forti intagli angolati e il terzo montante sono altrettanto originali. Ancor più complesso il posteriore, anche questo segnato da un elemento che richiama una skidplate: il portellone ha una forma diedrale, esaltata da un profilo luminoso fra i gruppi luci a forma di boomerang.

Anche mild hybrid a 48 V. La Bayon sarà ordinabile con due differenti motori della serie K. Il primo è il 1.0 turbo tre cilindri da 100 o 120 CV con sistema mildhybrid a 48 V. La percorrenza media dichiarata per la versione meno potente è di quasi 20 km/litro, mentre quello della 120 CV è di poco inferiore. Entrambi sono abbinabili a un cambio manuale a sei marce oppure a un automatico Dct a sette rapporti. La 100 CV con cambio manuale impiega 10,7 secondi per completare lo 0-100 km/h, mentre per la variante con il doppia frizione è necessario un secondo in più. La 120 CV, invece, raggiunge i 100 km/h da ferma in 10,4, indipendentemente dalla trasmissione, mentre la velocità massima di 185 km/h è la stessa per entrambe le motorizzazioni. C’è inoltre un 1.2 aspirato da 84 CV (solo con cambio manuale a cinque marce), che propone prestazioni inferiori rispetto alle unità turbobenzina: lo 0-100 km/h sale a 13,5 secondi, tre secondi in più rispetto alle versioni da un litro, mentre la velocità di punta scende a 165 km/h. Altre qualità tecniche di rilievo sono i quattro freni a disco (con gli anteriori ventilati), i cerchi fino a 17 pollici e un peso fra i 1.100 e i 1.250 kg a seconda delle versioni.

Gli interni. L’interno della Bayon è un po’ meno rivoluzionario dell’esterno, ma ha comunque carattere: è disponibile in tre colorazioni (Full Black, Dark Grey+Light Grey e Dark Grey con cuciture e inserti Safari Green) e si sviluppa su linee orizzontali ben tese, accentuate da una griglia continua a metà plancia che dissimula elegantemente le bocchette del climatizzatore. Inoltre è presente l’illuminazione ambientale con luce soffusa a Led per i principali vani e la zona inferiore dell’abitacolo. In generale, l’impressione è quella di avere un grande spazio a disposizione. L’impianto audio top è firmato Bose e l’infotainment prevede uno schermo con diagonale fino a 10,25 con navigatore, connettività (anche senza filo) Apple CarPlay e Android Auto e i servizi Bluelink dell’ecosistema Hyundai. L’impostazione è la stessa della Kona, con una tastiera fornita di scorciatoie “fisiche” per le principali funzioni sotto al display e comandi del climatizzatore separati (collocati un po’ in basso). Inoltre è previsto un display da 10,25″ per la strumentazione virtuale e riconfigurabile, in modo da presentare le informazioni strettamente necessarie o una gestione più completa. Al posteriore è presente un divanetto frazionato 60/40 senza punto di passaggio per i carichi lunghi. Indubbiamente adatto a due passeggeri, può ospitare anche un terzo occupante per brevi tratti. Il bagagliaio ha un volume dichiarato di 411 litri; ribaltando gli schienali si passa a 1.205, ma il piano che si forma non è del tutto livellato. Molto pratica la possibilità di far scorrere la cappelliera in verticale contro lo schienale posteriore: il classico oggetto che non si sa dove mettere quando non si usa, qui ha trovato il suo posto.

Pacchetto sicurezza di serie. Il capitolo che riguarda la sicurezza attiva e passiva è ben svolto e prende il nome di “SmartSense”: su tutte le versioni sono previsti il mantenimento della corsia e la frenata automatica di emergenza che rileva anche pedoni e ciclisti. In aggiunta c’è anche il “junction turning” che, al momento di svoltare a sinistra, impedisce di invadere la corsia opposta se è in arrivo un’altra vettura, oltre al Lane keeping assist, i fari abbaglianti automatici e il Rear Cross-Traffic Collision-Avoidance, che impedisce gli urti durante le manovre di uscita dai parcheggi. Il tutto è completato dal sistema di monitoraggio dello stato di attenzione del guidatore e da un particolare sensore che avverte di eventuali movimenti sul sedile posteriore quando si lascia l’auto in sosta, a salvaguardia dei bambini e degli animali.