La Honda ha individuato una società in grado di garantire un futuro allo stabilimento inglese di Swindon. L’impianto, che cesserà di produrre automobili a luglio, sarà ceduto alla Panattoni, un’azienda statunitense specializzata nella gestione di magazzini e delle relative attività logistiche. 

Il futuro. Con lo stop alle attività legate all’automotive, 3.500 persone direttamente impiegate nello stabilimento perderanno la propria occupazione (altre 3.500 operano nell’indotto). Tuttavia, la Panattoni ha promesso che creerà “migliaia di posti di lavoro” con il suo progetto di riconversione del sito. Alla Honda toccherà smantellare tutte le strutture produttive e, una volta completati i lavori di responsabilità dei giapponesi (presumibilmente nella primavera dell’anno prossimo), la proprietà passerà alla azienda americana che, a sua volta, procederà con la bonifica e la riqualificazione dell’area, grazie a un investimento di 700 milioni di sterline (circa 820 milioni di euro, ndr). L’impianto, che occupa una superficie di quasi 1,5 milioni di metri quadrati e che ha una capacità produttiva di circa 150 mila vetture all’anno, attualmente è dedicato all’assemblaggio di un solo modello: la Honda Civic (anche nella versione sportiva Type R). Due anni fa, la Casa giapponese aveva attribuito la decisione di chiudere la fabbrica alla necessità di varare un’ampia riorganizzazione delle attività produttive internazionali per effetto dei “cambiamenti senza precedenti” in atto all’interno del settore automobilistico globale.