La General Motors ha annunciato a settembre l’intenzione di abbandonare i motori endotermici per offrire, dal 2035, solo veicoli elettrici. Da allora il colosso americano ha raccolto ampi consensi, soprattutto sui mercati finanziari, con le azioni che hanno guadagnato oltre il 30% a Wall Street. Tuttavia, non è detto che l’obiettivo posto dal costruttore possa essere effettivamente raggiunto, e all’interno del gruppo di Detroit ne sono consapevoli, alla luce di quanto dichiarato ad Automotive News da uno dei suoi manager più importanti: Steve Carlisle, responsabile delle attività nordamericane, ha infatti ammesso che il 2035 deve essere considerato solamente come un orizzonte temporale, e non come una promessa assoluta, visti i numerosi fattori sfavorevoli. 

Le dichiarazioni. “Vogliamo avere successo in ogni segmento in cui competiamo, a prescindere dai sistemi di propulsione. Allo stesso tempo, ci stiamo preparando per il passaggio all’elettrico, che è inevitabile, ha affermato Carlisle, confermando quindi il piano della GM ma, allo stesso tempo, sollevando dei dubbi: “Siamo del tutto impegnati a raggiungere questo scopo, ma abbiamo bisogno che altri seguano il nostro esempio. E anche la domanda del mercato induce a porsi degli interrogativi: “In alcuni casi le persone vogliono veicoli elettrici, ma in altri chiedono un mezzo con motore a combustione interna. Noi dovremmo sempre essere guidati dalle richieste dei nostri clienti. In altre parole, se il mercato non cambia abbastanza velocemente e se i consumatori non modificano le loro preferenze a favore dell’elettrico, allora la General Motors e le altre Case automobilistiche saranno costrette a continuare a offrire motori endotermici, per non rischiare di perdere quote di mercato. una questione di equilibrio, ha aggiunto Carlisle. “Dobbiamo fornire ai consumatori ciò che vogliono e quando lo vogliono, e allo stesso tempo dare una visione diversa e convincente del futuro”.

Le strategie. Le affermazioni del manager americano dimostrano dunque una certa prudenza, all’interno della General Motors, riguardo i risvolti di un piano che, tra l’altro, ha indispettito e impaurito numerosi concessionari, sollevando tanti dubbi. Perciò il gruppo intende accompagnare le proprie strategie commerciali e produttive con una serie di iniziative volte a far comprendere al grande pubblico i vantaggi della mobilità elettrica e, allo stesso tempo, alleviare i timori verso alcune criticità, come la scarsa autonomia e la mancanza di punti di ricarica: la GM, infatti, sta lavorando con la EVgo per realizzare una propria rete infrastrutturale di colonnine e sta facendo pressioni sulla politica per far approvare un sistema di agevolazioni. Inoltre, è stata avviata una collaborazione con la LG Chem per sviluppare batterie più potenti e, soprattutto, più economiche, capaci di ridurre i prezzi sul mercato dei veicoli elettrici. L’Hummer Ev, per esempio, non può essere acquistato per meno di 80.000 dollari (poco più di 67 mila euro), ma l’anno prossimo debutterà una versione a batteria del popolare Chevrolet Silverado, che avrà un costo di molto inferiore. In ogni caso, il passaggio all’elettrico richiede tempo e investimenti: alla General Motors sono consapevoli della necessità di un approccio pragmatico al contesto operativo, che prenda in considerazione anche eventuali forzature normative determinate da possibili divieti alla vendita di endotermiche stabiliti dai legislatori a partire da una certa data in poi. Per prepararsi a tale situazione, il gruppo ha comunque già definito un programma preciso, che prevede investimenti per 27 miliardi di dollari per la produzione di auto elettriche, il lancio entro il 2025 di 30 veicoli a batteria, la conversione di tre impianti negli Stati Uniti e la realizzazione di due “gigafactory” (recente è l’annuncio della costruzione, con la LG, di una seconda fabbrica di batterie nel Tennesse, dopo quella in Ohio).