L’attesa è finita: ecco la nuova Ferrari SF21, la monoposto della Scuderia di Maranello che prenderà parte al Mondiale di Formula 1 2021 e che sarà affidata alla giovane e promettente coppia di piloti formata da Charles Leclerc e Carlos Sainz.

Cambio di livrea. Mattia Binotto, team principal della Scuderia Ferrari, ha così introdotto la nuova SF21: ” una vettura che nasce sulla base di quella dello scorso anno, in parte per motivi regolamentari. Abbiamo cercato di migliorare in tutte le aree, ovunque fosse possibile. L’aerodinamica è stata rivista, la power unit è completamente nuova”. Quel che salta subito all’occhio è la livrea leggermente diversa rispetto al passato: sul cofano motore spicca il logo verde di Mission Winnow, mentre al posteriore il colore richiama l’amaranto. A tal proposito, Binotto ha aggiunto: “Come vedete, il posteriore della vettura richiama l’amaranto, colore della primissima vettura della Scuderia Ferrari, la 125S. Si tratta dello stesso colore usato lo scorso anno al Mugello per celebrare la millesima gara in F.1 della Scuderia”.

 

Potenza ed efficienza. Sono queste le due parole chiave che hanno guidato lo sviluppo della monoposto del 2021 che ha ereditato per vincoli regolamentari il telaio di quella dello scorso anno. Sulla carta, i dati a disposizione degli ingegneri sono incoraggianti: la nuova power unit, sulla quale la Ferrari ha investito molto, dovrebbe erogare molti più cavalli rispetto a quella del 2020. Tuttavia, come gli stessi tecnici di Maranello hanno sottolineato, non occorre solo una vettura potente, ma anche aerodinamicamente efficiente. E la lotta per il 2021 si giocherà principalmente su questo fronte, con un occhio al budget di quest’anno e un altro al progetto 2022, totalmente inedito. Ai dati del CFD e al banco, adesso occorrono quelli della pista: non bisognerà attendere troppo per farsi una prima idea, dato che i test collettivi prenderanno il via proprio questo fine settimana (12-14 marzo). Enrico Gualtieri, power unit director della Scuderia Ferrari, ha spiegato quali sono i punti fondamentali su cui il team si è focalizzato: “Imparare dagli errori è fondamentale. Abbiamo lavorato sodo, con umiltà e consapevolezza, a questa power unit 065/6. Insieme ai colleghi del telaio abbiamo lavorato tanto sul layout, per cercare di rendere più efficace possibile il progetto complessivo della vettura. Sul motore a combustione interna abbiamo cercato di aumentare il grado di efficienza termica, anche grazie al contributo del nostro partner Shell, che ha portato un vantaggio stimabile di oltre un decimo di secondo al giro. Abbiamo lavorato tanto anche sul turbocompressore, sulla parte di alimentazione e sul sistema ibrido, per migliorare il recupero di energia dai gas di scarico. Questo nuovo motore è figlio del lavoro di squadra”.

Retrotreno tutto nuovo. La Scuderia Ferrari ha scelto di utilizzare i due token di sviluppo a disposizione quest’anno sul retrotreno, ridisegnando completamente la parte posteriore, con un nuovo cambio e nuove sospensioni. Lo ha confermato Enrico Cardile, chassis director della Rossa, che ha spiegato: “Il retrotreno è stato quello interessato dalla maggior parte delle modifiche regolamentari, volte a ridurre la capacità di sviluppare carico aerodinamico. Per questo motivo, quando abbiamo cominciato lo sviluppo della SF21, ci siamo dati due obiettivi: da una parte recuperare carico verticale e, al contempo, ridurre la resistenza all’avanzamento della vettura. La parte anteriore ha subito interventi meno radicali: abbiamo una nuova ala anteriore che lavora con un musetto di nuova concezione, ma telaio e sospensioni sono di fatto quelle della SF1000 del 2020”.