Anche quest’anno il GP del Canada di Formula 1 non si disputerà. Le restrizioni imposte delle autorità locali prevedono un isolamento di 14 giorni per chiunque arrivi con voli internazionali e questo, dunque, rende impossibile l’arrivo delle circa mille persone che lavorano nel paddock della Formula 1. Scatta dunque il piano di riserva per mantenere le 23 gare in programma: nelle stesse date in cui si sarebbe dovuto correre a Montréal (11-13 giugno) la F.1 disputerà il Gran Premio di Turchia.

un arrivederci. Per il secondo anno consecutivo, il Circuit Gilles Villeneuve non vedrà le monoposto della classe regina del motorsport sfrecciare lungo i suoi rettilinei. Contestualmente all’annuncio della cancellazione della gara canadese è arrivato però quello dell’estensione della partnership per altri due anni, così che Montréal possa in qualche modo recuperare una parte di quanto perso. Stefano Domenicali, presidente e ceo della Formula 1, ha detto: Voglio sinceramente ringraziare il promotore e le autorità canadesi per tutti i loro sforzi profusi fino alla fine nel tentativo di organizzare la gara, ma purtroppo le restrizioni imposte sui viaggi rendono impossibile l’attuazione dei nostri piani.

Scambio con la Turchia. L’Istanbul Park, dunque, avrà la sua seconda possibilità di ben figurare in F.1, dopo il weekend un po’ controverso dello scorso anno: come dimenticare il pasticcio in mondovisione fatto con l’asfalto ancora fresco, da cui affiorava ancora l’olio. Quest’anno, l’asfalto sarà ancora liscio e compatto, ma certamente non ai livelli simil-ghiaccio dell’anno passato.

Tamponi e vaccini, il piano della F.1. L’impegno della Formula 1 per il 2021 è mantenere le 23 gare in programma, in primis continuando a utilizzare il sistema a bolle che lo scorso anno ha funzionato così bene da permettere di correre 17 gare in 12 paesi differenti. Le misure anti-Covid si sono dimostrate efficaci e sono stati effettuati oltre 78 mila tamponi, con 78 positivi in totale: un tasso dello 0,1%. Una percentuale che si sta mantenendo anche quest’anno: su oltre 12 mila tamponi, sono stati 14 i casi positivi. C’è un cauto ottimismo, perché unitamente alle misure di prevenzione e al sistema a bolle, a contribuire alla lotta contro il virus c’è l’ottimo piano vaccinale del Regno Unito, dove hanno sede 7 dei 10 team iscritti al Mondiale.