Il Mondiale di Formula 1 2021 è alle porte (venerdì inizia la prima e unica sessione invernale di test prevista quest’anno in Bahrain) e molte delle aziende italiane presenti come fornitori di alto livello ribadiscono il loro impegno nella massima categoria del motorsport. La Pirelli, per esempio, ha esteso il proprio contratto come fornitore unico dei pneumatici a tutti i team fino al 2024 compreso, dopo aver già avviato (con la Ferrari) i test delle coperture da 18 che saranno adottate dalla prossima stagione. Gomme che, quest’anno, saranno per la stragrande maggioranza montate su cerchi realizzati dall’italiana OZ. L’azienda veneta, infatti, conferma la fornitura delle proprie ruote customizzate a ben sette team su dieci, ovvero, oltre alla Ferrari della quale è partner storico, la Mercedes pluricampione del mondo, la Red Bull, l’Alpine, l’Alfa Romeo, la Haas e l’Alpha Tauri. Un risultato che arriva proprio nell’anno in cui la OZ festeggia il 50esimo anniversario dalla sua fondazione.

Una lunga storia. Nata in una semplice stazione di servizio di Rossano Veneto (VI) per iniziativa di due grandi appassionati di rally, Silvano Oselladore e Pietro Zen (dalle iniziali dei cui cognomi deriva il nome dell’azienda), la OZ è presente in Formula 1 fin dal 1985, anno in cui fornì i cerchi alla Euroracing Alfa Romeo che, all’epoca, schierava Cheever e Patrese. Da allora sono arrivati innumerevoli successi: del ’90 è il primo titolo iridato rally con Carlos Sainz e la Toyota; del ’93, invece, il primo alloro mondiale in F.1 con Alain Prost e la Williams-Renault. Del 2005 è l’affermazione con Alonso e la Renault; del 2012, l’inizio della partnership con la Ferrari; del 2017, l’avvio della lunga sequenza di trionfi con Lewis Hamilton e la Mercedes. A questo si aggiungono le affermazioni in innumerevoli altre categorie del motorsport, dalla 24 Ore di Le Mans a Indianapolis, fino alla Formula E, nella quale la OZ ha debuttato nel 2016. Senza dimenticare i cinque titoli mondiali vinti nella MotoGP con Marc Marquez.

Fatte su misura. Le ruote di Formula 1 non sono uguali per tutti: anzi, uno dei segreti meglio custoditi riguarda la personalizzazione spinta richiesta da molti team, che cercano in genere di aumentare la superficie del cerchio nell’area di contatto con il pneumatico, in modo da fargli svolgere una sorta di funzione da radiatore. La ricerca aerodinamica anche in questo campo è spinta e si affida a razze e ventoline particolari, che svolgono la funzione di piccoli estrattori. La progettazione è curata dai singoli team, mentre il materiale utilizzato è sempre il magnesio forgiato: alla OZ spettano industrializzazione, controllo strutturale della qualità e produzione di ogni cerchio.

Dalle corse alla strada. L’esperienza delle corse è ovviamente preziosa anche per la produzione di ruote destinate alle auto stradali, soprattutto di quelle destinate alle vetture più prestazionali, tra le quali si ricordano pietre miliari come la Ferrari Testarossa, la McLaren F1, la Pagani Zonda e la Bugatti Veyron, per citarne solo qualcuna. Oggi, però, l’azienda veneta, guidata dal ceo Claudio Bernoni, è orientata anche a soddisfare le necessità emergenti della mobilità del futuro, a partire dai cerchi specifici sviluppati per le auto ibride ed elettriche, fino ad arrivare a produrre la prima e-bike pieghevole con il proprio marchio.