Di tutte le utilitarie a marchio Fiat, la 127 è stata probabilmente la più innovativa. Erede della 850, entra in produzione nel 1971 segnando il debutto dello schema tutt’avanti già adottato dalla più grande 128 su una piccola della Casa torinese. Fatta eccezione per la Renault 5, al debutto nell’anno seguente, la concorrenza si adeguerà lentamente a quella destinata a diventare una tendenza mai sopita, con motore e trazione all’anteriore.

Ben riuscita. La 127, non a caso, guadagnerà il titolo di Auto dell’Anno del 1972, anche grazie allo stile nato dalla mano di Pio Manzù (scomparso giovanissimo prima di vedere in produzione l’auto) e alle buone prestazioni del suo motore, che, secondo Quattroruote, sono superiori ai numeri delle concorrenti dell’epoca. Peccato solo per i problemi di corrosione che, nonostante i metodi di produzione all’avanguardia per quegli anni, affliggeranno soprattutto gli esemplari della prima serie.  

Cosmopolita. Più che italiana, la 127 può essere definita un vero e proprio modello internazionale. Oltre che nel nostro Paese, la sua produzione prenderà il via in diverse parti del mondo e con vari nomi (e marchi), tanto da rimanere in vita ben oltre la sua fine commerciale in Italia, addirittura fino al 1996 in Sud America, cioè 25 anni dopo il suo esordio. In queste settimane ricorre il cinquantesimo anniversario della 127 e noi, per celebrare il suo primo mezzo secolo di vita, ne abbiamo ripercorso la storia e le versioni nella nostra galleria d’immagini.