La Ferrari ha iniziato il 2021 in tono decisamente positivo sia sul fronte commerciale, sia su quello finanziario. La Casa di Maranello, infatti, nel primo trimestre ha registrato una generalizzata crescita per le consegne e per tutte le principali voci del conto economico, lanciando un segnale benaugurante per il prosieguo dell’anno. Tuttavia, alla luce delle conseguenze dell’emergenza pandemica ancora in corso e nonostante un portafoglio ordini ai massimi storici, i vertici hanno preferito rinviare di un anno i target del piano industriale fissati per il 2022. 

L’andamento delle consegne. Nel dettaglio, nei primi tre mesi dell’anno le consegne della Rossa sono state pari 2.771 unita, l’1,2% in più rispetto al pari periodo dell’anno scorso quando tutto il settore automobilistico aveva iniziato a patire i primi effetti della pandemia. A sostenere le performance commerciali sono state le vendite dei modelli a otto cilindri, aumentate dell’8,1%, mentre le 12 cilindri hanno registrato un calo del 19,6%. Sul fronte dei modelli, la Ferrari ha spiegato che i risultati trimestrali sono stati trainati dalla famiglia F8 e dalla 812 GTS, mentre le consegne della SF90 Stradale e della Ferrari Roma continuano ad accelerare, “la famiglia 488 Pista e la Ferrari Portofino sono giunte a fine produzione e le consegne delle Ferrari Monza SP1 e SP2 proseguono in linea con il piano di produzione. In termini di mercati, l’azienda ha pagato le “scelte di allocazione geografica operate “in funzione del ritmo di introduzione dei singoli modelli”. Pertanto, la regione Emea ha visto un calo del 3,8% e le Americhe sono rimaste pressoche invariate. La Cina Continentale, Hong Kong e Taiwan, invece, sono cresciute del 424,3% grazie all’arrivo di nuovi modelli e al confronto favorevole con l’anno scorso. 

I ricavi. I ricavi netti, invece, sono risultati in crescita in crescita del 10,8% (a cambi costanti) a 1,011 miliardi, con la vendita di Automobili e parti di ricambio che ha contribuito per 855 milioni, l’11% in più rispetto all’anno scorso per effetto del miglior mix di prodotto. tornato alla crescita anche il reparto Motori, con un +37,8% e 45 milioni di fatturato, grazie all’aumento delle consegne alla Maserati e, in misura minore, alla fornitura di propulsori ad altre scuderie di Formula 1. Per la parte delle sponsorizzazioni e dei proventi commerciali e relativi al marchio, i ricavi si sono attestati a 91 milioni, con una crescita del 2,6% “attribuibile alle migliori prospettive per il calendario di Formula 1 e in parte compensata “dal posizionamento inferiore nel campionato dell’anno precedente e dal calo delle attivita legate al marchio a causa della pandemia da Covid-19.

Cresce la redditività. Ancor più forte si è rivelata la crescita delle voci reddituali in virtù del leggero aumento delle consegne, delle misure di razionalizzazione dei costi messe in atto per arginare gli effetti della pandemia già a partire dall’anno scorso e del miglior mix di prodotto legato alla SF90 Stradale e alle due Monza. Il margine operativo lordo è cresciuto, sempre a cambi costanti, del 24% a 376 milioni di euro (al di sopra delle attese del mercato poste a circa 368 milioni), per un’incidenza sui ricavi salita dal 34% al 37,2%, un livello superiore perfino ad alcune delle migliori realtà del mondo del lusso. L’utile operativo è inoltre salito del 21% a 266 milioni per un margine in miglioramento di 270 punti base al 26,3%, mentre i progetti sono migliorati del 24,1% a 206 milioni, per un Eps passato da 0,9 a 1,11 euro, superiore quindi agli 1,06 previsti in media dagli analisti di Borsa. In miglioramento è risultata anche la generazione di cassa, con flussi per 147 milioni, quasi il doppio rispetto ai 73 milioni di un anno fa, quando, però, la Ferrari aveva pagato alcuni esborsi straordinari come l’acquisto di alcuni terreni nelle vicinanze dell’impianto di Maranello. In calo sono risultati l’indebitamento industriale netto, sceso dai 543 milioni di fine 2020 a 420 milioni, e la liquidita disponibile, passata da 2,06 miliardi a 1,73 miliardi per il rimborso di un prestito obbligazionario da 500 milioni. 

Le prospettive. Quanto al 2021, la Ferrari punta a ricavi per 4,3 miliardi, a un margine operativo lordo tra 1,45 e 1,5 miliardi (tra il 33,7% e il 34,9% del fatturato), a un utile operativo tra 970 milioni e 1,02 miliardi, a un utile per azione tra 4 e 4,2 euro e a flussi di cassa per 350 milioni. Tali prospettive, però, sono subordinate alla condizione che “l’operativita non sia impattata da ulteriori restrizioni dovute alla pandemia da Covid-19. I vertici della Ferrari, pur dicendosi fiduciosi di raggiungere il limite superiore degli intervalli prospettici “in virtu di risultati eccellenti, presa ordini forte e portafoglio ordini a livello record alla fine del primo trimestre”, hanno comunque deciso di tener conto dell’impatto della pandemia posticipando di un anno i target finanziari al 2022 indicati nel piano industriale. La forte partenza d’anno e promettente per il resto del 2021: testimonia la resilienza del nostro modello di business e lo straordinario lavoro delle donne e degli uomini della Ferrari. Guardando al futuro, ci aspettiamo che l’approccio prudenziale adottato nel 2020, e che continua nel 2021, nel modificare i nostri investimenti in risposta all’emergenza da Covid-19 posticipera di un anno il raggiungimento della nostra guidance 2022, ha commentato il presidente e amministratore delegato ad interim, John Elkann. “Tuttavia, la robustezza del nostro portafoglio ordini e i nuovi eccezionali modelli che lanceremo negli anni a venire forniscono una base solida sulla quale costruire le nostre future ambizioni.