Durante il recente F&B Digital Event, i temi discussi nelle quattro sessioni andate online hanno stimolato i (tanti) partecipanti che ci hanno inviato molte domande che, per problemi di tempo, non abbiamo potuto esaurire nel corso dell’evento. Come promesso, le abbiamo inviate successivamente ai diversi speaker. Ecco le risposte del tavolo sulla telematica, che tanti dubbi ha fatto sorgere tra i fleet manager, ma anche tra gli altri operatori della filiera che ci hanno seguito online lo scorso 31 marzo.

Le flotte premium sono tutte dotate di sistemi telematici e ovviamente sistemi di sicurezza contro i furti?

Targa Telematics: Abbiamo una pluriennale esperienza nella fornitura di soluzioni di Stolen Vehicle Recovery per le flotte dei noleggiatori. La nostra versione più avanzata di Stolen Vehicle Recovery (SVR), basata su tecnologie di IoT, Machine Learning e Artificial Intelligence, ha registrato un tasso di recupero dei veicoli a noleggio a breve termine a seguito di furto superiore al 90% nei primi 9 mesi del 2020, addirittura del 95% con una primaria società di noleggio a breve termine. Il servizio SVR mette a disposizione dei clienti le Centrali operative in modalità continuativa, che monitorano e analizzano in tempo reale i dati dei veicoli e le aree di rischio, collaborando in stretta sinergia con le Forze dell’ordine italiane ed europee per il recupero dei mezzi.

LoJack: Possiamo dire che molte auto premium hanno sistemi telematici già installati dal costruttore. Ma sono sistemi che assolvono a funzioni che servono alle Case stesse, come la diagnosi a distanza. Se invece parliamo di flotte aziendali, sono il noleggiatore o il fleet manager a decidere quali soluzioni telematiche adottare sia per avere informazioni di fleet management sia per recuperare il veicolo in caso di furto. I dispositivi vengono installati sui veicoli (previo consenso da parte dell’utilizzatore) e le informazioni sono disponibili su piattaforme web che integrano tutti i dati che si vogliono ricevere in tempo reale.

Perché dovrei utilizzare una telematica al di fuori di quella fornita dalle case o dai noleggiatori?

Targa Telematics: Il vantaggio è la semplificazione nella lettura delle informazioni soprattutto in caso di vetture e noleggiatori diversi nella stessa flotta. La tecnologia di Targa Telematics è hardware agnostic, cioè in grado di riceve e leggere dati provenienti da sensori di Targa Telematics, dei diversi costruttori o da neutral server. I dati grezzi vengono raccolti dalla nostra piattaforma digitale dove vengono resi disponibili a trattamenti successivi, come la pulizia dai rumori dei sensori di bordo, arricchiti e normalizzati, in modo da essere trasformati in informazioni. Il tutto garantendo la sicurezza dell’intero processo e fornendo soluzioni facilmente integrabili nell’infrastrutture del cliente. L’obiettivo è di fornire informazioni a supporto di decisioni strategiche e operative, semplificando e riducendo le tempistiche di risoluzione di problemi semplici o complessi, oltre a garantire il controllo e l’ottimizzazione di tutte le attività inerenti all’utilizzo dei mezzi di trasporto. La capacità di raccogliere ed elaborare dati in continuità è sempre più un fattore critico di successo, capace di abilitare decisioni ed azioni veloci ed affidabili in qualsiasi tipo di processo di cambiamento ed evoluzione di un’azienda. Il ruolo di Targa Telematics è proprio quello di supportare i clienti in questo percorso di innovazione, in molteplici attività, fornendo e integrando competenze e strumenti a quanto già in possesso dell’azienda.

LoJack: Perché la telematica installata dalla Casa assolve a funzioni che servono alla casa stessa come la diagnosi a distanza o che la Casa rende fruibili tramite app al driver. Le esigenze specifiche delle flotte aziendali sono ben diverse da queste e riguardano, per esempio, dati di geolocalizzazione del veicolo (in caso furto ma anche per gestire meglio una flotta di furgoni che consegnano merci per fare un esempio) o dati utili in caso di incidente. Solo chi si occupa di telematica può personalizzare le funzionalità che servono al cliente. Le Case forniscono invece un’offerta standard non molto granulare e limitata.   

Webfleet: Noi operatori del settore consideriamo il fleet manager come utilizzatore del dato, questo è un particolare che ritengo fondamentale in quanto le Case e i noleggiatori si concentrano su loro stessi come utilizzatori del dato. Non c’è nulla di male in questo, se non che l’approccio è auto-centrico, quando noi vediamo il servizio a valore aggiunto centrato sul driver, sulle necessità precipue dell’azienda e sul fleet manager. Consideriamo per esempio l’eco-driving, la sicurezza del driver (e non del bene autoveicolo) piuttosto che l’integrazione con ERP aziendale specifico.

Geotab: Questa domanda impone a noi operatori del settore telematico delle riflessioni. Il mercato necessita che si faccia chiarezza sui dati erogati, sulla loro quantità, sulla loro frequenza di campionamento e della loro relativa trasmissione. Le Case per loro scelta non erogano tutti i dati di cui noleggiatore e fleet manager possono avere bisogno, dati che vengono erogati che, poi, non hanno quella granularità di campionamento e/o di trasmissione che necessiterebbe per essere analizzati e per far prendere decisioni opportune. Alcune Case, ad esempio, non erogano i dati accelerometrici ma surrogano queste informazioni supplendo con altre quali ad esempio la pressione esercitata sul pedale del freno. Alcune erogano i dati ad ogni giro di chiave o accensione e spegnimento oppure ad intervalli di tempo stabiliti. Mentre i dati dovrebbero essere campionati al secondo ed esaurientemente per poter essere analizzati come sopra dicevo. I noleggiatori prendono in considerazione quelle informazioni, che possono essere loro utili nella gestione dell’asset e per la sicurezza del driver, il tutto valutando il rischio, in particolare in Italia, di furti e casi di frode in campo assicurativo. I noleggiatori si concentrano sulla telematica di base (furto e impatti/collisioni) per avere così un bilanciamento costi/benefici del loro utilizzo. Poi è possibile mettere a disposizione ulteriori dati interessanti sia per i fleet manager sia per i noleggiatori: quali il consumo di carburante effettivo, il livello dell’olio, lo status di degradabilità della batteria 12/24v, i dati diagnostici, i tagliandi di manutenzione, per non parlare poi della manutenzione predittiva. Noi operatori del settore auspichiamo che i fleet manager possano chiedere al noleggiatore la possibilità di accedere a questi ulteriori dati che noi possiamo erogare facilmente. Da parte nostra dobbiamo assolutamente mettere a disposizione del mercato tutti i dati che raccogliamo ricordando che le flotte possono rivolgersi direttamente a noi se il noleggiatore non eroga telematica oppure potremmo renderci utili qualora il noleggiatore optasse per il nostro coinvolgimento diretto o indiretto.

MyFleetSolution: Io direi semplicemente che la telematica di bordo installata dai noleggiatori lo è proprio a uso e consumo di questi ultimi mentre è fondamentale, oggi, poter disporre dei dati per fare scelte e prendere decisioni con soluzioni terze.

Ma la telematica è sicura rispetto ai cyberattack?

Targa Telematics: Il nostro oggetto connesso è la Connected Car, che ha la particolarità di generare enormi quantità di dati, tra l’altro in costante aumento, visto il rapido sviluppo delle nuove tecnologie. Di conseguenza, il dato è ormai un asset strategico per noi e per i nostri clienti ed è di fondamentale importanza riuscire ad assicurare la massima sicurezza lungo tutto il processo, dall’inizio alla fine, secondo le logiche dell’approccio secure by design. La sicurezza è rilevante soprattutto nel contesto attuale, in cui è stato registrato un costante incremento degli attacchi informatici, come riporta l’Osservatorio Cybersecurity & Data Protection del Politecnico di Milano, che per il 2020 ha rilevato addirittura un incremento del 40% degli attacchi.  Per quanto ci riguarda, negli oltre 20 anni di attività, noi di Targa abbiamo sviluppato una elevata competenza nel campo, che ci ha permesso di diventare fornitori di aziende multinazionali del settore automotive come Costruttori, compagnie assicurative, noleggiatori, i quali hanno dei requisiti di sicurezza particolarmente stringenti. Proprio per questo motivo i nostri clienti ingaggiano società specializzate che ci sottopongono frequentemente a verifiche sulla sicurezza della nostra infrastruttura informatica attraverso “penetration test” e audit a sorpresa, che dobbiamo superare con successo.

LoJack: Naturalmente sì. Le aziende di servizi telematici così come le Case automobilistiche si occupano di proteggere il dispositivo ed i dati da esso trasmessi attraverso una serie di misure messe a punto e continuamente aggiornate. Non sarebbe accettabile esporre i veicoli e gli occupanti a rischi di hackeraggio.

Webfleet: i nostri dispositivi sono progettati per essere protetti da questo tipo di attacchi. Siamo costantemente impegnati a garantire la sicurezza delle informazioni e la loro privacy. Investiamo nella progettazione, in tecnologie testate, processi e persone per essere certi di offrire sempre il servizio telematico più affidabile sul mercato. Abbiamo la Certificazione di sicurezza delle informazioni ISO/IEC 27001:2013 e una disponibilità di servizio del 99,95%.

Geotab: La telematica deve necessariamente garantire la sicurezza del mezzo soprattutto se parliamo di telematica avanzata. Ma su questo punto serve ulteriore chiarezza da parte degli operatori del settore. Ci sono dispositivi che erogano informazioni di localizzazione, accelerometriche e di voltaggio della batteria essendo installati nel cruscotto dell’autoveicolo o sulla batteria, collegati con fili al positivo e negativo della batteria o al più con un terzo filo al sottochiave del veicolo. In questo caso i Cyberattack potrebbero solo catturare le informazioni che il dispositivo raccoglie e trasmette. Diverso il discorso se il dispositivo telematico agisce con connessioni più complesse con lettura via OBD, CanBus e/o K-line. In questo caso tutte le informazioni che vengono raccolte e trasmesse devono essere in primo luogo criptate attraverso algoritmi sofisticati quali ad esempio AES a 256bit e firmware firmato digitalmente come quello adottato da Geotab. Abbiamo anche emanato delle linee guida per una telematica efficace contro le cyber minacce.