La Commissione europea ha sanato un vuoto legislativo all’interno dell’attuale normativa sulle emissioni di anidride carbonica: in sostanza, Bruxelles ha riconosciuto che anche i veicoli a Gpl, a metano e a etanolo possono essere dotati di sistemi di ibridazione leggera, l’ormai famoso mild-hybrid, e godere dei relativi vantaggi. In particolare, il massimo organo esecutivo dell’Unione europea, alla luce delle richieste di numerosi costruttori automobilistici, ha esteso il “sistema premiante” per il calcolo dei valori di emissione della CO2, finora limitato ai veicoli a benzina e diesel, anche ai veicoli a gas (mono e bi-fuel) dotati di motogeneratori in grado di recuperare l’energia nei rallentamenti, immagazzinarla in una batteria dedicata e utilizzarla nelle successive accelerazioni, alleviando così il compito del motore termico e quindi i consumi. 

La decisione. La nuova disposizione, che riguarda nello specifico i benefici assegnati alle ibride nelle procedure di omologazione, è stata inserita nella Decisione di esecuzione 2021/488 del 22 marzo 2021, che accoglie le richieste del settore sull’uso di tecnologie innovative anche in veicoli alimentati a carburanti alternativi. Secondo la commissione, “i risparmi di CO2 ottenuti grazie alle tecnologie innovative possono essere determinati anche quando queste sono installate su veicoli a Gpl, Gnc ed E85. Con l’aggiunta di alcuni fattori specifici per il tipo di carburante – si legge poi nel testo ufficiale – le metodologie per la determinazione dei risparmi di CO2 di cui alle decisioni di esecuzione (UE) 2020/174 e (UE) 2020/1167 sono pertanto considerate adatte a determinare i risparmi di CO2 associati all’uso delle tecnologie innovative nei veicoli alimentati con tali carburanti. 

La soddisfazione di Assogasliquidi. Soddisfazione è stata espressa da Assogasliquidi, l’associazione aderente a Federchimica che rappresenta i distributori di gas liquefatto per combustione e automazione e i produttori di attrezzature e impianti: “Le ricadute industriali della decisione favoriranno gli acquirenti di queste nuove auto che, all’economicità, al basso impatto ambientale e alla disponibilità sul territorio nazionale dei gas, vedranno aggiungersi i vantaggi dell’ibrido nella riduzione dei consumi. La combinazione delle tecnologie amplierà l’offerta di nuovi modelli e, quindi, la possibilità di scelta del consumatore finale, sottolinea l’organizzazione presieduta da Andrea Arzà, che aggiunge: La decisione della Commissione Europea rappresenta una ottima opportunità per l’industria nazionale, leader mondiale nella costruzione di componentistica per i carburanti gassosi, perché consente di affermare ancora una volta il valore e la flessibilità di queste alimentazioni alternative, anche in combinazione con la sempre più frequente ibridazione dei nuovi veicoli. un ulteriore riconoscimento del contributo che i prodotti gassosi offrono alla mobilità sostenibile. 

La proposta. La novità riguarda il mercato delle auto nuove, ma Arzà rivela come l’associazione abbia “di recente rinnovato al governo e al parlamento la proposta di un piano nazionale di sostegni, pari a 600 euro, per il retrofit a Gpl e di 900 euro per quello a metano: si tratta di una misura che, a fronte di un investimento triennale di circa 300 milioni di euro, permetterebbe di convertite a gas (metano e Gpl) un potenziale di 495 mila veicoli Euro 4 e 5 a benzina e diesel, tagliando oltre sette tonnellate di ossidi di azoto e circa 90 mila tonnellate di CO2 nei tre anni considerati, con una riduzione annua di circa 30 mila tonnellate di CO2 e di oltre 2,5 tonnellate di ossidi di azoto negli anni a seguire. Inoltre, vanno considerati i vantaggi per il settore industriale italiano e per le autofficine, e un ritorno in termini fiscali che compenserebbe l’investimento complessivo, riducendolo a soli 145 milioni di euro gli oneri netti per lo Stato”. In questo modo, prosegue Arzà, “si darebbe la possibilità di circolare con un veicolo più performante dal punto di vista ambientale, consentendo, contemporaneamente, un risparmio alle famiglie che oggi non possono permettersi di acquistare una nuova auto, neanche con gli incentivi”.