Il settore automobilistico ha già espresso la propria contrarietà ai nuovi standard Euro 7, attualmente al centro di apposite trattative e consultazioni con le istituzioni europee. L’associazione di categoria Acea ritiene, per esempio, che le proposte finora elaborate siano irrealizzabili e perfino dannose, mentre alcune Case, come l’Audi, hanno già anticipato lo stop allo sviluppo dei motori endotermici nel caso di via libera alle nuove disposizioni. I futuri standard, secondo molti, rischiano di determinare un addio prematuro e accelerato ai propulsori tradizionali e gravi ripercussioni, soprattutto occupazionali, su un settore ancora non pronto ad abbracciare completamente la transizione verso l’elettrico. E anche all’interno della politica europea non mancano le voci contrarie a un inasprimento eccessivo del quadro normativo: è il caso del potente ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire, che in un’intervista congiunta con l’amministratore delegato di Stellantis, Carlos Tavares, al quotidiano Le Figaro, ha bocciato senza mezzi termini le proposte di Bruxelles, quantomeno nella loro prima formulazione. 

Proposte troppo eccessive. “La transizione ecologica è prioritaria. L’industria automobilistica vi partecipa, in particolare sviluppando veicoli puliti, osserva il ministro transalpino rispondendo a una domanda sui pericoli della transizione per il futuro del settore. Tuttavia – aggiunge – gli standard ambientali europei devono rimanere un fattore di incentivo, non distruttivo per la nostra industria. Sono in corso trattative sul prossimo standard Euro 7. Sia chiaro: in questa fase, questo standard non è per noi conveniente. Alcune delle proposte che circolano sono eccessive. I nostri costruttori non saranno in grado di tenere il passo. Dobbiamo quindi continuare a lavorarci. Ancor più duro il giudizio di Tavares, che ribadisce quanto affermato già in diverse altre occasioni: “Allo stato attuale, lo standard Euro 7 va oltre le semplici regole della fisica: sarebbe semplicemente impossibile continuare a produrre auto endotermiche. Dobbiamo quindi ristabilire un dialogo costruttivo e rispettoso con le istituzioni europee. Per il manager lusitano, è ormai passato il periodo “in cui un buon numero di normative europee è stato redatto senza alcun confronto con l’industria, che ha così pagato il prezzo di un problema creato da uno solo dei nostri concorrenti (il riferimento è al dieselgate della Volkswagen, ndr). 

Serve dialogo. L’automobile sta affrontando una radicale trasformazione tecnologica, la più importante da un secolo” Ha poi proseguito Le Maire. “Deve realizzare questa transizione a tappe forzate e in un contesto economico di crisi. Non riusciremo a portare avanti questa transizione limitandoci a tecnologie obsolete, ma facendo scelte innovative – ha continuato il ministro dell’Economia francese-. Sappiamo che entro il 2030 potrebbero scomparire 50.000 posti di lavoro, soprattutto tra i fornitori, ha poi aggiunto Le Maire anticipando un prossimo incontro con tutte le principali realtà industriali francesi per discutere dei grandi cambiamenti in atto: “Il 26 aprile riuniremo tutti gli attori – inclusi Renault e Stellantis – interessati al tema del futuro delle nostre fabbriche. La nostra capacità di costruire soluzioni pragmatiche dipenderà dalla qualità del nostro dialogo.

Il caso Douvrin. Un esempio di queste soluzioni è rappresentato dal caso della fabbrica di motori di Douvrin, nella Francia settentrionale. La decisione di Stellantis di trasferire la produzione di un motore a benzina in Ungheria ha scatenato le rimostranze dei sindacati, culminate in una manifestazione di protesta contro la delocalizzazione davanti ai cancelli dell’impianto, alimentata dai timori per il futuro. Douvrin è destinato a diventare una fabbrica di batterie della Acc, la joint venture tra Stellantis e Total: le nuove attività dovrebbero impiegare tra 1.400 e i 2.000 lavoratori, ma le organizzazioni di rappresentanza temono comunque per la sorte degli attuali 1.500 dipendenti. In Francia, il gruppo automobilistico è da settimane oggetto di critiche, anche da parte di parlamentari e testate giornalistiche, come il quotidiano Le Monde: in un editoriale, Stellantis è stata accusata di lanciare un segnale distruttivo con la scelta di produrre solo in Cina la nuova ammiraglia della Citroën, la C5 X. D’altro canto, il tema della deindustrializzazione è molto sentito in Francia, soprattutto per i timori legati alla transizione verso la mobilità elettrica. Eppure per Tavares non sussiste nessun rischio del genere: lo dimostrerebbero le vicende della fabbrica nella regione Nord-Passo di Calais, dove, in base alle notizie più recenti, è stato deciso di produrre la terza generazione del motore a benzina EP. 

Un futuro luminoso. “Douvrin – sottolinea Tavares – è un buon esempio della trasformazione in atto nell’industria automobilistica, che noi abbiamo anticipato nel 2014 per prepararci alla prevedibile fine del motore termico in Europa. I siti dedicati alla produzione di propulsori tradizionali devono passare gradualmente alla trasmissione elettrica, il che significa diversi miliardi di investimenti industriali e di ricerca e sviluppo in Francia. Questo passaggio è, in realtà, un’enorme ricollocazione di attività nel Paese, poiché si tratta di motori elettrici, cambi, batterie, che da soli rappresentano il 35% del valore di un’automobile e che noi non importeremo più dall’Asia”. L’ad di Stellantis ha quindi ricordato i lavori in corso per la realizzazione della “gigafactory” della Acc con il sostegno dei governi francese e tedesco, della regione Hauts-de-France e la collaborazione con la multinazionale petrolifera Total. L’impianto, frutto di un investimento di 5 miliardi di euro, entrerà in funzione nel 2023. Pertanto, a detta di Tavares, a Douvrin “il futuro è luminoso. Dal canto suo, Le Maire ha parlato di “un’ottima notizia” per i lavoratori: volevo che la produzione del motore EB Generation 3 fosse localizzata a Douvrin e che i posti di lavoro venissero preservati. Il governo è determinato a sostenere la trasformazione della nostra industria automobilistica, perché la Francia è e rimarrà una grande nazione automobilistica: questo è il senso del piano da 8 miliardi di euro annunciato la scorsa estate dal Presidente della Repubblica”. Il programma prevede alcuni pilastri, tra cui aiuti ai costruttori in cambio di chiari impegni contro la delocalizzazione: “Questo è ciò che fa Stellantis a Douvrin, Trémery o anche a Metz; Carlos Tavares sta mantenendo le sue promesse e so che continuerà a mantenerle, ha concluso il ministro.