La procura di Braunschweig ha iscritto altri 15 manager nel registro degli indagati per lo scandalo del dieselgate. Secondo quanto riferito all’agenzia tedesca Dpa da Klaus Ziehe, portavoce dell’ufficio dei procuratori, si tratta di dirigenti della Volkswagen e di un fornitore di componentistica, accusati a vario titolo di una serie di reati come favoreggiamento alla frode, evasione fiscale, false certificazioni e pubblicità ingannevole.

Il documento della procura. Con il nuovo atto d’accusa, di 1.554 pagine (è il quarto inviato dalle autorità inquirenti al tribunale regionale di Braunschweig), le persone iscritte nel registro degli indagati salgono a 34. Per il momento non si conoscono le identità dei nuovi manager finiti nel mirino degli investigatori: del resto, la prassi giuridica locale stabilisce che il nuovo atto debba essere accolto dal tribunale prima che vengano svelati i contenuti e sia avviato il relativo procedimento giudiziario. Tra i manager di spicco accusati di vari reati per il coinvolgimento nello scandalo spicca, come è noto, l’ex amministratore delegato Martin Winterkorn, il cui processo è stato rinviato a settembre a causa dei rallentamenti dovuti alla pandemia di coronavirus.