Daimler è stata costretta a ricorrere al Kurzarbeit, uno strumento di sostegno al lavoro paragonabile alla cassa integrazione ordinaria in Italia, per migliaia di dipendenti tedeschi: il motivo è legato alle conseguenze della carenza di semiconduttori, un problema che da diversi mesi sta interessando l’intero settore automobilistico globale. Per il costruttore di Stoccarda, evidentemente i risvolti della crisi dei chip sono di particolare impatto, visto che la misura intrapresa, che prevede soprattutto la riduzione dell’orario lavorativo, riguarda fino a un massimo di 18.500 dipendenti tedeschi. 

Gli effetti sulla produzione. La Mercedes è stata anche costretta a interrompere la produzione di diversi modelli, tra i quali alcuni dei più popolari della sua gamma, per l’intera durata del ricorso al Kurzarbeit, previsto inizialmente per sette giorni a partire dal 23 aprile. A fermarsi saranno le catene di montaggio di Brema, dove 12.500 lavoratori assemblano le Mercedes Classe C, GLC ed EQC, e quelle di Rastatt, che sfornano diversi modelli compatti, tra cui Classe A, B e GLA, grazie all’opera di 6.500 addetti.