Le flotte aziendali continuano a crescere. Lo dice il Company Car Report, commissionato a Dataforce dalla Federazione europea per i trasporti e l’ambiente per i mercati dell’Europa a 27 (escluso Malta e la Bulgaria) più il Regno Unito. Lo studio analizza quattro temi: le motorizzazioni, l’aspetto finanziario, la tassazione e, appunto, la crescita del mercato corporate che – come sa chi legge F&B – è composto dalle true fleet, flotte a noleggio a lungo termine o di proprietà, noleggio a breve termine e dalle auto-immatricolazioni di concessionari e delle Case. Canali che negli anni hanno continuato a crescere, passando da 6,6 milioni di registrazioni nel 2011 a 8,9 milioni nel 2019. Lo stop del 2020, con 6,5 milioni di immatricolazioni (-56% sull’anno precedente, soprattutto per il breve termine e le auto-immatricolazioni) dovrebbe essere solo momentaneo. 

I marchi. Tra i brand trionfa Volkswagen, con un 12,4% di quota di mercato, seguita da Mercedes, al 7,47%, e da Renault al 6,97%. Al quarto posto troviamo un’altra Casa tedesca, BMW (6,87%), al quinto la francese Peugeot (6,47%), mentre al sesto e al settimo posto si posizionano altri due marchi della galassia Volkswagen, Skoda (al 6,09%) e Audi (al 6,07%). Chiudono la top ten Ford (5.53%), Opel (4,75%) e Toyota (4,35%). Appena fuori dai primi dieci la Fiat, undicesima, al 3,96% del mercato. 

Il mercato italiano. Le scelte politiche, in particolare quelle sull’imposizione fiscale, hanno reso la percentuale di mercato delle auto aziendali in Italia la terza più bassa dell’Europa a 27 e del Regno Unito (dietro ci sono solo l’Irlanda e Cipro). Le immatricolazioni di auto aziendali sono migliorate negli ultimi dieci anni, passando da 590.000 a 830.000 tra il 2011 e il 2019, grazie soprattutto alle auto-immatricolazioni dei concessionari e dal noleggio a lungo termine. Anche il breve termine ha avuto un ruolo importante, malgrado il crollo nel 2020, con un calo delle immatricolazioni superiore al 50%.