Il canale di Suez torna percorribile dopo quasi una settimana di blocco: la portacontainer Ever Given è stata disincagliata consentendo, così, la ripresa del traffico commerciale lungo il collegamento tra il Mediterraneo e il Mar Rosso.

Canale libero. Durante le prime ore del giorno, i mezzi di soccorso sono riusciti a liberare prima la poppa dell’imbarcazione e successivamente la prua, creando le condizioni per muovere definitivamente il cargo battente bandiera panamense, che nel momento in cui scriviamo si sta dirigendo verso il Grande Lago Amaro, un largo bacino al centro del canale di Suez, per essere sottoposto a ispezioni tecniche. L’imbarcazione, lunga 400 metri e carica di oltre 18 mila container (la sua capacità di trasporto massima supera le 220 mila tonnellate), si è arenata martedì scorso per ragioni ancora ignote (si parla di una tempesta di sabbia e di un errore umano) bloccando una delle vie commerciali più importanti al mondo: il canale, infatti, interessa il 12% degli scambi globali e viene attraversato ogni giorno da almeno 50 navi cargo e da un terzo delle portacontainer di grandi dimensioni (le cosiddette Panamax). Da martedì diversi rimorchiatori, tra cui l’italiano Carlo Magno, mezzi per il dragaggio del fondale e centinaia di specialisti (è intervenuta anche la Smit Salvage, già protagonista in passato della rimozione della Costa Concordia all’Isola del Giglio) hanno tentato senza successo di liberare il canale dalla nave, messasi di traverso per la sua intera lunghezza in uno dei punti più stretti dei quasi 190 chilometri di lunghezza del canale. Nelle ultime ore i tentativi sono andati a buon fine anche grazie al contributo dell’alta marea, dopodiché le autorità egiziane hanno dato il via libera per la ripresa immediata del traffico. 

Normalità lontana. Tuttavia, per il ritorno alla normalità ci vorranno alcuni giorni: ora va infatti risolto l’enorme ingorgo causato dalle oltre 400 imbarcazioni, soprattutto cargo e petroliere, ferme nei pressi dei due imbocchi del canale o all’interno. Il presidente dell’autorità che gestisce il Canale di Suez, l’ammiraglio Osama Rabie, ha spiegato che il traffico riprenderà a pieno ritmo “tre giorni e mezzo dopo lo sblocco. Nonostante ciò si temono ripercussioni più durature: per la danese Maersk, il maggior operatore al mondo nel campo delle spedizioni via mare, la Ever Given ha causato alterazioni nel traffico marittimo globale che “potrebbero richiedere settimane, forse mesi, prima di essere risolte.