Le auto elettriche sono meno sicure dei veicoli convenzionali? La domanda non è peregrina ma, finora, le risposte non sono univoche perché mancano dati precisi anche alla luce di un parco circolante, per le sole Ev, ancora troppo esiguo. L’argomento inizia, però, a farsi strada tra le discussioni, soprattutto perché è di particolare rilevanza per compagnie assicurative. Che infatti si muovono: Axa, tra le principali realtà nel mondo dell’Rc Auto, ha condotto dei crash test appositi con l’intento non solo di dimostrare la maggiore incidentalità delle elettriche (legata, tra l’altro, al notevole aumento del peso e della potenza), ma anche di fornire una serie dii consigli specifici per i conducenti.

Accelerazione sotto accusa. Ogni anno, la filiale elvetica della compagnia transalpina organizza delle prove sull’incidentalità del parco circolante: stavolta, i tecnici si sono concentrati sulle elettriche, nella convinzione che queste ultime rappresentino il futuro del mercato automobilistico. I test sono stati caratterizzati da quelli che la stessa azienda ha descritto come “incidenti impressionanti”, studiati per rivelare i punti di forza e di debolezza delle auto a batteria e i nuovi rischi derivanti dalla loro circolazione su strada. Le prove, condotte vicino a Zurigo in presenza di giornalisti e altri esperti del settore, hanno dimostrato come le elettriche “causino più collisioni rispetto alle auto convenzionali: la maggior parte delle auto a batteria, soprattutto quelle potenti, hanno una coppia molto elevata, che si nota immediatamente quando si preme il pedale dell’acceleratore”, spiega Michael Pfäffli, responsabile della ricerca sugli incidenti di AXA Swiss. “Ciò può portare a un’accelerazione violenta e indesiderata, che il conducente non è in grado di controllare”. La compagnia ritiene che sia proprio questo inconveniente la ragione dell’aumento dei sinistri per le elettriche più prestazionali. A tal proposito, si citano delle statistiche secondo cui i conducenti di Ev causano il 50% in più di collisioni con danni ai propri veicoli rispetto a quelli che guidano vetture tradizionali: nello specifico, si ha un +30% per i tamponamenti, un +56% in caso di manovre di parcheggio e un +45% di sinistri senza concorso di terzi. Inoltre, secondo Pfäffli, “quanto più è performante il veicolo, tanto più frequenti sono i danni propri o a terzi. Nel concreto, i modelli più potenti causano un 30% in più di danni a terzi, i cosiddetti danni di responsabilità civile. Infine bisogna considerare le batterie, le quali possono influire sul peso, sulla struttura e sul comportamento di marcia dei veicoli”.

Il tallone d’Achille. Il primo test di Axa ha per protagonista una Tesla: il conducente, dopo aver premuto l’acceleratore, perde il controllo del veicolo e, imboccando una rotatoria a velocità eccessiva, si ribalta, con gravi danni a quello che per Axa rappresenta “il tallone d’Achille delle elettriche”: il sottoscocca. Secondo i ricercatori, i maggiori danni si verificano quando le Ev si imbattono nelle isole spartitraffico, nelle rotatorie o nei fondi sconnessi, proprio perché il pacco batteria “non è adeguatamente protetto. I conducenti dovrebbero esserne consapevoli e lo stesso vale per i costruttori, invitati a non sottovalutare il pericolo e a garantire adeguate contromisure, magari con piastre in titanio o altro materiale ad alta resistenza”. Axa consiglia all’Euro Ncap di introdurre specifici crash test, anche perché in caso di danni alla batteria non sono da escludere pericolosi rischi collaterali: “Se la batteria è danneggiata”, spiega Nils Reich, responsabile Danni di Axa Deutschland, “può causare rapidamente incendi di ampia portata. Se c’è solo il minimo rischio che la batteria possa prendere fuoco, il veicolo viene tenuto per giorni in appositi container per lo spegnimento. Il fatto che abbiamo ancora molta strada da fare è dimostrato, ad esempio, dal fatto che non ci sono ancora molti container antincendio; pertanto, alcune di queste auto devono essere ricoverate in parcheggi chiusi”. A ogni modo, la stessa Axa tiene a precisare che i rischi di incendio delle auto, che siano a benzina o elettriche, rimane molto basso ed è sopravvalutato dall’opinione pubblica: solo cinque auto su 10 mila prendono fuoco, mentre i sinistri provocati da animali (la ricerca cita le martore) sono 38 volte più comuni.

L’effetto del peso. Axa ha puntato l’attenzione anche su un’altra caratteristica delle elettriche, ovvero la massa considerevole: le auto convenzionali, infatti, pesano il 25% in più rispetto a quelle del 2000 e le elettriche dovrebbero portare a un ulteriore incremento del 20%, fino a raggiungere la media di due tonnellate nel giro di pochi anni. Per dimostrare gli effetti dell’aumento del peso, è stato condotto un test con due Volkswagen Golf, una tradizionale (1.250 chilogrammi), e una elettrica (1.650). I due veicoli, in seguito a uno scontro frontale a 50 chilometri orari, hanno subito danni totalmente diversi. Ad avere la peggio è stata l’endotermica, con danni visibilmente maggiori: in un incidente, infatti, il veicolo più leggero è in svantaggio perché subisce un trasferimento di energia superiore rispetto a quello più pesante. Axa fa proprio l’esempio di un’autovettura di oltre 2 tonnellate, mediamente in grado di causare il 10% di danni materiali in più rispetto a un veicolo sotto i mille chilogrami. Diverso il caso delle lesioni alle persone: nella maggior parte delle situazioni, infatti, gli efficaci sistemi di sicurezza attiva dei veicoli moderni compensano ampiamente la differenza di massa. Detto questo, nel test delle Golf le celle gli abitacoli sono rimaste intatte, lasciando indenni i conducenti: la situazione, però, diventa problematica quando sono coinvolti modelli meno recenti, indipendentemente dal peso. In tal caso, Axa ritiene che il rischio di danni alle persone su un veicolo di oltre dieci anni di età sia del 20% superiore rispetto a quello che si corre a bordo di un’auto recente. A ogni modo, la protezione sulle Ev risulta adeguata in linea generale e la compagnia esclude anche pericoli eccessivi durante i soccorsi. Secondo la ricerca, è opinione condivisa che sia più rischioso soccorrere un ferito su un’auto elettrica, ma per Pfäffli si tratta di “timori infondati, perché è praticamente escluso che sulla vettura vi sia ancora circolazione di corrente”.

Consigli e polemiche. La ricerca e i relativi crash test sono quindi servizi alla compagnia per delineare una serie di input per gli utenti, invitati, innanzitutto, a essere più consapevoli della possibilità di accelerazione indesiderata delle elettriche e ad agire di conseguenza, per esempio impostando una modalità di guida che limiti la potenza erogata. Inoltre, bisogna prestare particolare attenzione al fondo stradale, conoscere le responsabilità nei confronti degli altri utenti della strada e dimenticare il timore di restare folgorati quando si presta soccorso. Detto questo, bisogna dire che la ricerca e le modalità di esecuzione dei test non hanno mancato di scatenare polemiche, che hanno portato Axa Swiss a scusarsi ufficialmente per aver utilizzato una Tesla senza il pacco batteria e aver innescato in modo controllato il relativo incendio. “I crash test di Axa Swiss perseguono l’obiettivo di evidenziare i pericoli in termini di prevenzione, che derivano dalle nostre statistiche sui sinistri, nonché di anticipare e affrontare nuove tendenze e possibili rischi. Indipendentemente dalla marca e dal modello del veicolo, servono a illustrare i possibili rischi generali di incidente e non possono essere confrontati con i crash test Euro Ncap”, ha precisato la compagnia. “Abbiamo voluto richiamare l’attenzione su questi risultati statistici con i crash test di quest’anno e allo stesso tempo sensibilizzare sui pericoli che possono sorgere in incidenti che coinvolgono auto alimentate a batteria. Purtroppo, ci siamo resi conto in seguito che il test e la comunicazione al riguardo potevano essere fuorvianti, soprattutto per chi non era presente all’evento”.