Chi si dice pronto ad acquistare un’elettrica purché costi grossomodo come un’auto tradizionale, si segni queste date: 2025-2027. il periodo entro il quale, secondo gli analisti di Bloomberg, i prezzi di Ev ed endotermiche in Europa arriveranno ad essere sostanzialmente allineati, per poi diventare addirittura più bassi. L’ultimo rapporto del Bnef (Bloomberg New Energy Finance), redatto da un pool di ricercatori in collaborazione con l’associazione ambientalista Transport & Environment, prevede infatti che l’azione combinata di politiche ambientali comunitarie, strategie delle Case e decrescita dei costi delle batterie porterà a uno sviluppo del mercato tale per cui la spesa necessaria per viaggiare a emissioni zero sarà, entro pochi anni, teoricamente ridotta.

Pareri discordanti. Quelle di Bloomberg sono proiezioni più ottimistiche rispetto a quelle fornite dall’industria, in larga parte più scettica sulle prospettive di un recupero a breve termine dei sovraccosti insiti alla transizione verso l’elettrico: basta rileggere, per esempio, le dichiarazioni di Luca De Meo, ceo del gruppo Renault, per cui tra dieci anni un powertrain elettrico “costerà ancora il doppio di uno tradizionale”. Opinioni peraltro vicine a quelle espresse sul tema da altri big come Carlos Tavares, ad di Stellantis, e Akio Toyoda. Bloomberg, di contro, stima che entro il 2030 le auto elettriche supereranno il 50% delle quote di mercato: non solo sulla scorta delle indicazioni registrate nel 2020, in cui malgrado la pandemia sono stati venduti 3,1 milioni di veicoli alla spina (+47% sul 2019), ma anche in base ad alcuni trend dell’immediato futuro e a processi in fase di consolidamento.

Il dato chiave. Il prezzo delle elettriche, si sa, verte principalmente intorno a un fattore: il costo delle batterie, espresso in dollari per kWh. La fatidica soglia dei 100 dollari per kWh, sotto la quale i listini delle auto elettriche e di quelle endotermiche dovrebbero convergere, secondo il Bnef sarà superata entro il 2024: oggi, per gli accumulatori agli ioni di litio, siamo in media a 137 dollari per kWh, anche se il costo varia sensibilmente in base alla tipologia di applicazione. Per l’ibrido plug-in il pacco batteria è ancor più incisivo, si parla di prezzi medi di 359 dollari kWh. Ma la situazione, in generale, è destinata a cambiare.

L’incertezza legata alle materie prime. Ricordando che i listini medi delle batterie sono scesi dell’89% nell’ultimo decennio, e del 13% nel solo 2020, parallelamente a un aumento della densità (e quindi dell’efficienza di questa tecnologia) del 7% su base annua, Bloomberg ipotizza che i prezzi medi per kWh diminuiranno del 50% dal 2020 al 2030, arrivando a 58 dollari per kWh entro 2030. Un risultato che si otterrà lavorando sulla composizione chimica, ma anche sui metodi di produzione, sulla progettazione delle celle e sul packaging. Anche l’aumento degli investimenti sulle batterie allo stato solido alimenta l’ottimismo, al pari del moltiplicarsi, in Europa, di gigafactory dedicate alla fabbricazione degli accumulatori. Di contro, sulle previsioni incombe l’incertezza legata ai costi delle materie prime (nei primi quattro mesi del 2021, carbonato di litio al +72%, idrossido di litio al +47% e cobalto al +58%), destinata a perdurare fino al 2035: un elemento di volatilità che potrebbe incidere sui tempi di sviluppo del mercato.

Agenti esogeni. In questo scenario, il raggiungimento del pareggio dei prezzi tra vetture elettriche ed endotermiche dipenderà anche da fattori esterni. Perché avvenga in poco più di un lustro, come dice la ricerca, saranno necessarie anche delle forzature: a partire da limiti sulle emissioni sempre più stringenti e progressivi, come previsto dall’impianto delle direttive Ue, per arrivare a un continuo incentivo, sotto forma di agevolazioni e bonus, da parte dei governi nazionali. Servirà, ovviamente, anche un potenziamento dei servizi, e in particolare della rete di ricarica. Con queste premesse, le nuove generazioni di Ev native, costruite su piattaforme ottimizzate, modulari e su larga scala, potrebbero ridurre di oltre un terzo il loro prezzo finale rispetto a quello attuale.

Le quote di mercato future. Lo studio di Bloomberg fornisce anche una previsione sulle dimensioni del mercato “alla spina” nel Vecchio continente, a medio e lungo termine: si parla di 4,3 milioni di veicoli ricaricabili entro il 2025, per una quota del 28% di cui le Bev rappresenteranno oltre la metà. Chiaramente, la diffusione maggiore è prevista nel Nord dell’Europa, dove la fetta di mercato è già oltre il 10% e l’incentivazione è più forte, mentre il Sud si attarderà. Germania, Regno Unito e Francia saranno le prime a seguire il trend avviato dai Paesi scandinavi e dall’Olanda. In un contesto volto a favorire la vendita e l’adozione di auto elettriche, Bloomberg conclude con uno scenario oggettivamente ottimistico: entro il 2030 le Bev potrebbero rappresentare il 50% del mercato, e addirittura l’85% entro il 2035.