L’Audi ha in programma di investire nei prossimi anni circa 15 miliardi di euro per l’elettrificazione della gamma. Lo sforzo finanziario, pari a poco meno della metà dei 35 miliardi di risorse stanziate sulle tecnologie del futuro, porterà la Casa di Quattro anelli ad avere in gamma più di 20 modelli completamente elettrici entro il 2025, a espandere in “modo significativo” la sua offerta di ibride e a raggiungere circa un terzo delle consegne con veicoli elettrificati.

L’offensiva di prodotto. I primi risultati dell’offensiva di prodotto avviata dall’Audi, in piena sintonia con le strategie del gruppo Volkswagen, si vedranno già quest’anno, quando, per la prima volta, più della metà dei lanci riguarderà elettriche o ibride e il numero di modelli a batteria offerti raddoppierà. A febbraio è stata presentata la e-tron GT, mentre entro la metà dell’anno arriveranno sul mercato la Q4 e-tron e la Q4 e-tron Sportback. Inoltre, durante l’anno la metà della gamma di veicoli a combustione interna sarà ampliata con l’introduzione di una versione ibrida plug-in. Si tratta di una precisa scelta strategica già evidenziata pochi giorni fa dall’ad Markus Duesmann e confermata oggi durante la conferenza stampa di presentazione del bilancio 2020: l’Audi continuerà a “ottimizzare” l’attuale famiglia di propulsori tradizionali ma non effettuerà investimenti su una nuova generazione e, almeno per il momento, non pare interessata né all’idrogeno né ai carburanti sintetici a causa dei costi ancora troppo elevati. In ogni caso, il top manager ha messo in chiaro che “per noi l’ibrido plug-in è puramente una tecnologia ponte e destinata principalmente all’Europa”.  dunque sul tavolo un addio definitivo alle endotermiche? “Stiamo attualmente rivedendo la nostra strategia”, ha spiegato Duesmann, rimandando ai prossimi mesi un’eventuale decisione in merito.

Addio A1 e TT. La spinta sull’elettrificazione, che secondo Duesmann dovrebbe consentire quest’anno di rispettare i limiti europei alle emissioni di CO2, potrebbe, tra l’altro, avere un impatto sulla gamma delle sportive: il responsabile dello sviluppo Oliver Hoffman ha spiegato come non sia stata ancora presa una decisione su nuovi modelli perché il costruttore, anche alla luce di quanto fatto con la e-tron GT, deve ripensare la sua presenza nel segmento. In ogni caso l’Audi, come ammesso da Duesmann, sta restringendo l’ampiezza della sua gamma: non ci sarà un futuro per la TT e neanche per la piccola A1, mentre si sta ancora valutando l’eventualità di un’erede per la R8.

Un 2020 impegnativo. Un ruolo cruciale nell’offensiva elettrica lo giocherà il mercato cinese, dove a breve debutterà la Q6 e-tron (in altri mercati dovrebbe arrivare l’anno prossimo e la versione europea sarà prodotta a Ingolstadt). In Cina la Casa di  Ingolstadt ha anche avviato una nuova joint venture con la FAW per la produzione dal 2024 di veicoli elettrici a Changchun basati sulla piattaforma Ppe (Premium Platform Electric) sviluppata congiuntamente con la Porsche, sulla quale verrà sviluppata anche una nuova Suv a batteria di grandi dimensioni. Del resto, la Cina ha fornito un contributo decisivo nel consentire all’Audi di superare il 2020 e soprattutto la prova della pandemia del coronavirus. Le consegne globali sono scese dell’8,3% a 1,69 milioni di unità, ma sul mercato cinese sono cresciute del 5,4%, compensando la flessione a doppia cifra subita in Europa (-19,5%) e negli Stati Uniti (-16,7%). Particolarmente forte è stato l’andamento del periodo ottobre-dicembre, con un nuovo record di vendite per un singolo trimestre (oltre 505 mila unità), e il contributo di alcuni modelli di alta gamma o famiglie di prodotto: +18,1% per la Q3, +11,8% per l’A6, +80% per la e-tron, +16,1% per la linea Audi Sport. I ricavi annuali, invece, sono calati dai 55,68 miliardi del 2019 a 49,97 miliardi mentre l’utile operativo, al netto di circa 200 milioni di oneri per il Dieselgate, si è attestato a 2,7 miliardi (-39,9%), per un margine in diminuzione dall’8,1% al 5,5%. Anche in questo caso sono gli ultimi tre mesi dell’anno scorso ad aver fornito una spinta decisiva con un utile operativo di 2,45 miliardi e un margine del 14,7%. Grazie alle sinergie all’interno del gruppo Volkswagen, ai piani di risparmi e taglio dei costi (2,6 miliardi di risparmi ottenuti), alla riduzione degli investimenti (-3,8%) e alla cessione di partecipazioni ad altre realtà del conglomerato di Wolfsburg per 1,5 miliardi, la Casa è riuscita a generare flussi di cassa per 4,6 miliardi (3,16 miliardi nel 2019).

Le prospettive. L’Audi guarda al 2021 con “cauto ottimismo” anche grazie alle attese di una ripresa dell’economia globale anche se non mancano preoccupazioni per gli sviluppi della pandemia e per altri fattori negativi come la crisi dei semiconduttori. Vogliamo mantenere il forte slancio del quarto trimestre. Il nostro obiettivo ambizioso è crescere in modo significativo rispetto all’anno precedente”, ha commentato il direttore finanziario Arno Antlitz. In particolare, è previsto un “netto aumento” delle consegne e dei ricavi rispetto al 2020 e un margine operativo tra il 7% e il 9%. Quest’ultimo dato sarà sempre più vicino all’obiettivo strategico di medio-lungo termine tra il 9% e l’11% nonostante il crescente peso di auto elettriche con una redditività più ridotta. A Ingolstadt intendono anche aumentare lo sforzo su prodotti e tecnologie futuri: gli investimenti in Ricerca & Sviluppo sono destinati a salire dal 5/6% dei ricavi al 6/7%. Questo per rafforzare le strategie di trasformazione in un “fornitore premium di servizi di mobilità sostenibile” con una chiara “roadmap” e un forte impegno soprattutto sull’elettrico e sulle strategie di decarbonizzazione dell’intera impronta industriale e commerciale.