A partire dal 2025 l’Aston Martin produrrà vetture elettriche nei suoi due stabilimenti britannici: lo ha rivelato Lawrence Stroll, azionista di punta della Casa di Gaydon, in un’intervista al Financial Times, illustrando le linee guida delle strategie future del marchio.

Produzione tra il Galles e le Midlands. Nello specifico, l’Aston Martin ha in programma di assemblare le sportive a batteria a Gaydon, nella contea del Warwickshire, e le Suv alla spina nell’impianto gallese di St Athan, operativo dallo scorso luglio e appositamente costruito per la linea della DBX, il primo modello a ruote alte della Casa. La Casa di Gaydon, dunque, non intende affidare la produzione alla Mercedes-Benz, suo azionista di riferimento con il 20% del capitale nel proprio portafoglio: semmai, il costruttore tedesco potrebbe in futuro ampliare le forniture di motori, componenti e tecnologie anche alle batterie per le auto elettriche britanniche. Al momento non sono state prese decisioni in merito: “Stiamo esaminando tutte le opzioni, ha spiegato Stroll.

Nessun addio alle endotermiche. La svolta elettrica non si tradurrà in un addio alle motorizzazioni tradizionali: nonostante la decisione del Regno Unito di mettere al bando le auto a benzina e diesel per il 2030, l’imprenditore canadese ha infatti chiarito che l’Aston Martin continuerà a produrre motori a combustione interna anche nei prossimi dieci anni, con l’obiettivo di sostenere una continua espansione dell’offerta di motorizzazioni elettrificate: entro la fine del 2021, per esempio, è previsto il lancio di una versione ibrida della DBX. “Siamo molto più avanti dei nostri rivali e tutto grazie alla nostra partnership con la Mercedes”, ha sottolineato Stroll.