L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha comminato una multa di oltre 102 milioni euro alla società Alphabet e alle sue controllate Google e Google Italia per aver escluso da Android Auto JuicePass, l’applicazione di Enel X per la ricerca e la prenotazione di colonnine di ricarica per auto elettriche. Le tre società sono state sanzionate per violazione delle normative europee e, nello specifico, dell’articolo 102 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, che vieta l’abuso di posizione dominante su un determinato mercato.

Non consentita l’interoperabilità. In particolare, Google è considerata titolare di una posizione dominante a causa della diffusione capillare del sistema operativo Android (è presente in circa il 75% degli smartphone attivi in Italia) e dell’app store Google Play: una condizione che le consente di controllare l’accesso degli sviluppatori di applicazioni agli utenti finali. Nella primavera del 2019, l’autorità ha aperto un procedimento istruttorio su segnalazione della stessa Enel X e ha accertato che il colosso californiano non ha consentito l’interoperabilità di JuicePass con Android Auto. “Google, rifiutando a Enel X Italia di rendere disponibile JuicePass su Android Auto, ha ingiustamente limitato le possibilità per gli utenti di utilizzare l’app di Enel X Italia quando sono alla guida di un veicolo elettrico e hanno bisogno di effettuare la ricarica, sottolinea l’Antitrust. “In tal modo Google ha favorito la propria app Google Maps, che può essere utilizzata su Android Auto e consente servizi funzionali alla ricarica dei veicoli elettrici, attualmente limitati alla ricerca di colonnine e alla navigazione, ma che in futuro potrebbero comprendere altre funzionalità, per esempio la prenotazione e il pagamento”. 

Danni a Enel X. L’esclusione di JuicePass “dura da oltre due anni, prosegue il garante, sottolineando come il perdurare di questa condotta potrebbe compromettere definitivamente la possibilità per Enel X Italia di costruire una solida base utenti, in una fase di crescita significativa delle vendite di veicoli elettrici”. Inoltre “JuicePass potrebbe uscire dal novero delle applicazioni utilizzate dagli utenti causando una riduzione significativa delle possibilità di scelta dei consumatori e un ostacolo al progresso tecnologico”, prosegue l’autorità. Per l’antitrust la condotta contestata può anche “influenzare lo sviluppo della mobilità elettrica in una fase cruciale del suo avvio, in particolare per quanto riguarda il potenziamento di una rete di infrastrutture per la ricarica delle auto elettriche adeguata alla fase di crescita e di evoluzione della domanda di servizi di ricarica. Da qui – si legge nella nota – le possibili ricadute negative sulla diffusione dei veicoli elettrici, sull’utilizzo dell’energia ‘pulita’ e sulla transizione verso una mobilità più sostenibile dal punto di vista ambientale”. L’Antitrust ha quindi “imposto a Google di mettere a disposizione di Enel X Italia, così come di altri sviluppatori di app, strumenti per la programmazione di app interoperabili con Android Auto e vigilerà sull’effettiva e corretta attuazione degli obblighi imposti, avvalendosi di un esperto indipendente preposto all’attuazione e al monitoraggio” a cui Google “dovrà fornire tutta la collaborazione e le informazioni richieste”.